8 settimane in un box: cosa accade negli allevamenti di vitelli

8 settimane in un box: cosa accade negli allevamenti di vitelli

22 febrero, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


Vitelli appena nati che vengono strappati alla madre e rinchiusi in minuscoli box dove riescono a malapena a girarsi su se stessi e dove trascorreranno le prime 8 settimane della loro breve vita.

Contro i bisogni etologici della specie

La pratica di confinare i vitelli nei box singoli è comune in tutti gli allevamenti italiani; le immagini di denuncia, riprese nel 2017 da CIWF, mostrano come i box singoli in cui i vitelli sono costretti a trascorrere le prime 8 settimane di vita non consentano libertà di movimento agli animali; la reclusione forzata, inoltre, impedisce loro la socializzazione, fattore fondamentale per il soddisfacimento delle loro necessità etologiche, non solo nelle prime settimane di vita ma anche successivamente dal momento che i bovini sono naturalmente portati a vivere in gruppo e sviluppare forti legami con gli altri individui della stessa specie.

Malattie più frequenti

In queste condizioni, le patologie che più spesso colpiscono i vitelli sono diarrea e malattie respiratorie. «Si tratta di malattie che con la corretta gestione degli animali, un buon alloggiamento e una corretta ventilazione, sono meno frequenti – spiega l’associazione che si batte per il benessere e protezione degli animali da allevamento –. Inoltre, quando i vitelli sono allevati in gruppo sviluppano la capacità di stare con i propri simili esprimendo i loro naturali comportamenti sociali; quando i vitelli sono allevati liberi al pascolo le loro condizioni migliorano ulteriormente».

1,8 milioni di vitelli in gabbia

Secondo i dati ISMEA, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, in Italia ogni anno nascono quasi 1,8 milioni di vitelli. Altri 340mila sono invece importati. Qualcosa però potrebbe cambiare, tanto per i vitelli quanto per gli altri 300 milioni di animali – fra conigli, galline, oche, scrofe e quaglie – che passano la loro vita in gabbia. «Affinché le condizioni di vita degli animali negli allevamenti migliorino abbiamo lanciato una petizione per chiedere la fine dell’uso di tutte le gabbie negli allevamenti europei», spiega l’associazione. L’obiettivo è quello di arrivare a un milione di firme, in modo da portare la discussione sui banchi del Parlamento Europeo.

Pino De Angelis