Tenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5°C: il Modello One Earth è una soluzione

Tenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5°C: il Modello One Earth è una soluzione

21 febrero, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


Utilizzando fonti rinnovabili possiamo far fronte alla domanda globale di energia a un costo minore e, limitare il riscaldamento mondiale a meno di 1,5°C» spiega il Dottor Sven Teske, direttore di ricerca dell’Institute for Sustainable Futures della University of Technology (UTS) di Sydney, ed editore del testo Achieving the Paris Climate Agreement goals (Raggiungere gli obiettivi dell’Accordo sul Clima di Parigi) pubblicato da Springer. Nel suo libro, frutto di una collaborazione durata due anni con alcuni dei massimi esperti nel settore clima ed energie rinnovabili, Teske presenta un modello che permetterebbe di rimanere al di sotto di un aumento del riscaldamento globale di 1,5°C entro il 2050. Non ci sono dubbi secondo gli esperti che il cambiamento climatico registrato negli ultimi 250 anni sia il risultato delle emissioni di gas serra dovute alle attività antropiche. In accordo con il Modello, un cambio dello status quo sarà possibile grazie a un uso esclusivo di energie 100% rinnovabili. One Earth costituirebbe perciò una linea guida per le autorità politiche da seguire al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati durante la Conferenza Internazionale sul Clima di Parigi tenutasi nel 2015.

Non più combustibili fossili

La Leonardo DiCaprio Foundation (LDF), che da 20 anni si occupa di supportare tecnologie e progetti innovativi per la salvaguardia dell’ambiente, è uno dei finanziatori di questo Modello all’avanguardia. Come scrive Karl Burkart, direttore della divisione innovazione, media e tecnologia della LDF, gli effetti di un aumento delle temperature globali oltre i 2°C sarebbero distruttivi. «Stiamo già assistendo alle conseguenze devastanti dell’attuale aumento delle temperature sopra gli 1°C» precisa Burkart «tra cui l’aumento del livello del mare in molte città costiere, eventi atmosferici estremi, siccità prolungate e un aumento degli incendi». Le emissioni annue di CO2 di natura antropica, dovute all’utilizzo di combustibili fossili tra cui carbone, petrolio e gas naturali, si aggirano intorno a 40 miliardi di tonnellate (Gt, giga tonnellate). Il Modello One Earth non prevede solo l’utilizzo di energia puramente rinnovabile, ma anche il ripristino delle terre in ogni continente in modo da aumentare sicurezza alimentare e qualità dell’aria a livello mondiale. Si stima infatti che i decessi dovuti alla contaminazione da combustibili fossili siano la causa principale delle 9 milioni di morti premature registrate ogni anno. Dal punto di vista economico, Burkart parla di una spesa complessiva di circa 1.700 miliardi di dollari affinché la transizione verso un’energia pulita sia completa. «Potrebbe sembrare uno sproposito» aggiunge Burkart «ma la cifra impallidisce in confronto ai sussidi governativi che vengono al momento elargiti all’industria dei combustibili fossili e che si stimano siano più di 5.000 miliardi di dollari l’anno». Un cambiamento simile renderebbe inoltre disponibili ulteriori 12 milioni di posti di lavoro retribuiti, oltre ai 30 milioni al momento presenti nel settore energetico.

Come lavora il Modello One Earth

Il Modello One Earth propone una svolta radicale nell’utilizzo dell’energia che vede le emissioni antropiche dovute a combustibili fossili quasi a zero entro il 2050 e lo stoccaggio della CO2 nelle foreste e nel terreno. Tenere l’aumento delle temperature ben al di sotto di 1,5°C sarà possibile grazie a sei componenti che lavoreranno di pari passo: utilizzo di energia solare ed eolica, aumento dell’efficienza energetica con una riduzione dell’energia totale utilizzata del 35%, elettrificazione globale in particolare nel primo mondo grazie a città, edifici e veicoli più efficienti, riutilizzo delle infrastrutture energetiche attualmente esistenti per produrre energia pulita, transizione equa per i lavoratori e aumento dei posti di lavoro e, infine, il ripristino delle terre. Quest’ultima componente prevede un programma di riqualificazione di foreste, praterie e paludi che non solo consentirebbe il sequestro di carbonio da parte della vegetazione, ma anche un miglioramento della fertilità del terreno e delle risorse idriche. E’ di primaria importanza porre un freno alle pratiche di deforestazione che vedono in prima linea sistemi agricoli e di allevamento non più sostenibili.

Agire nell’immediato

La Leonardo DiCaprio Foundation spinge verso un mondo in cui la società si affidi alle scoperte e le soluzioni frutto della scienza. Solo così potremo affrontare la crisi climatica e garantire un equilibrio tra uomo e natura. Se scegliamo di abbracciare il Modello One Earth, entro il 2050, il 50% delle terre e degli oceani saranno protetti, l’energia proverrà da fonti esclusivamente rinnovabili e, l’agricoltura si baserà su sistemi rigenerativi. Perché lo scenario proposto dal Modello diventi realtà è necessario agire nell’immediato. «Si tratta di opzioni e misure concretamente realizzabili […] che non lasciano spazio a tecnologie e atteggiamenti inefficienti» scrive Teske. Dobbiamo entrare in una nuova era in cui l’uomo ponga sé stesso in prima linea nella lotta al riscaldamento globale attraverso la pretesa e l’utilizzo di fonti energetiche intelligenti e rinnovabili e, l’imprescindibile adozione di uno stile di vita quanto più sostenibile.

Ylenia Vimercati