Il paese vietato ai gatti: così si salva la biodiversità

6 febrero, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

C’è un paese, in Nuova Zelanda, che ha deciso di bandire i gatti. I 35 abitanti di Omaui, piccola località affacciata sulla costa meridionale dell’Isola del Sud, non potranno più tenere in casa i loro mici, pena pesanti sanzioni.

Tutelare le specie autoctone

La proposta è stata avanzata dall’agenzia regionale Environment Southlandper tutelare le oltre 150 specie autoctone di fauna selvatica che abitano nella zona. La sopravvivenza di anfibi e uccelli endemici è, infatti, minacciata dalla presenza di “soli” 10 piccoli felini che, tuttavia, hanno compiuto già pesanti danni nel corso delle loro battute di caccia notturne.

Controllare i piccoli predatori

I dieci gatti presenti resteranno sull’isola, ma non ne potranno arrivare altri. I mici di Omaui dovranno, inoltre, essere sterilizzati e muniti di microchip; inoltre, le istituzioni locali hanno rivolto un appello alla responsabilità dei padroni affinché non facciano gironzolare i mici nella zona, specialmente nelle ore notturne.

Lotta alle specie alloctone

Il bando dei gatti è l’ultimo step di un programma messo in campo dalle autorità della Nuova Zelanda per tutelare le specie autoctone, il cui declino pare ormai inevitabile. Il progetto, iniziato nel 2016, punta a limitare le perdite entro il 2050: tra le specie minacciate c’è anche il kiwi, uccello simbolo del Paese.

ndr