Sconto libri al 5%, l’idea della Lega per salvare le piccole librerie

Sconto libri al 5%, l’idea della Lega per salvare le piccole librerie

5 febrero, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


  • La Lega vuole salvare le piccole librerie
  • Nel mirino ci sono i maxi sconti di Amazon e degli altri negozi di e-commerce
  • L’ispirazione è alla Francia, dove le piccole librerie stanno crescendo

Suona un po’ strana questa ispirazione della Lega sovranista alla Francia, sempre oggetto di critiche e di attacchi negli ultimi tempi, soprattutto sulla questione immigrazione. Eppure, è questo il modello di riferimento per il disegno di legge del Carroccio che, limitando lo sconto libri al 5% su Amazon e sugli altri store online, punta a salvare le piccole librerie indipendenti. Quelle, cioè, che maggiormente soffrono la concorrenza dei colossi dell’e-commerce e che rischiano di sparire dai nostri paesi. Le piccole librerie sono un presidio culturale fondamentale, a volte gli unici rappresentanti del sapere in aree rurali. La concorrenza elevatissima di Amazonrischia di far scomparire queste attività una volta per tutte. Già i numeri degli ultimi anni possono far capire la portata del problema: nel 2016, il numero delle librerie in Italia è sceso del 7%. La Francia, che è il modello a cui si ispira la Lega per questo suo disegno di legge, ha avuto invece una vera e propria inversione di tendenza. Nello stesso anno di riferimento, infatti, i piccoli esercizi commerciali indipendenti che vendono libri sono cresciuti del 2,6%. Un dato modesto, ma dall’enorme significato. Ecco dunque la proposta: le piccole librerie, allo stato attuale delle cose, possono ottenere utili soltanto per il 30% sulla vendita dei testi, mentre i grandi store online possono arrivare anche fino al 90%. Per questo motivo, dunque, sono molto più liberi nell’applicare degli sconti che, all’acquirente, risultano convenienti. Il tutto, tra l’altro, senza spostarsi dal proprio divano di casa.

L’ispirazione francese della legge Lang

In Italia, la legge Levi – che prevedeva un tetto massimo di sconto del 15% – viene spesso aggirata perché allarga di molto le maglie della restrizione. In Francia, fu la legge Lang del 1981, voluta dall’allora ministro della cultura francese, a portare il tetto massimo di sconto al 5%. Allora, con il web ben lontano da farla da padrone, l’obiettivo era favorire le piccole librerie rispetto alle grandi catene di distribuzione che stavano cannibalizzando il mercato. Ai francesi è bastato estendere questa stessa legge al web nel 2013 per assicurarsi l’effetto che abbiamo registrato in precedenza. Ora, questo stesso sistema punta a essere introdotto anche in Italia. Il disegno di legge è ancora al suo livello embrionale. Ma una formulazione del genere potrebbe portarlo ad avere un ampio consenso bipartisan.

Gianmichele Laino