Governo ko se M5s dà Salvini ai pm

Governo ko se M5s dà Salvini ai pm

28 enero, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

La profezia della Meloni: “Cade l’esecutivo se Di Maio concede l’autorizzazione a procedere”. Mercoledì dibattito in Senato. FI in imbarazzo per Stefania Prestigiacomo a bordo coi migranti

di Daniele Di Mario

28 Gennaio 2019

Governo ko se M5s dà Salvini ai pm

Con la vittoria di Marco Marsilio e del centrodestra, l’Abruzzo può diventare un piccolo laboratorio politico. E la permanenza al governo di Matteo Salvini ha le ore contate: l’autorizzazione a procedere sul caso Diciotti aprirà inevitabilmente la crisi di governo. Pensiero e parole di Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia ha trascorso tutto il week end in Abruzzo a sostenere la candidatura di Marsilio alla presidenza della Regione in vista delle elezioni del 10 febbraio.

Onorevole Meloni, che sensazioni ha colto in Abruzzo?

«Vedo grande entusiasmo attorno alla candidatura di Marsilio e a FdI. La gente è consapevole dell’opportunità che ha a disposizione per archiviare il malgoverno della sinistra e di un Pd che spaccia per candidatura civica quella di un ex dirigente del Pci. La sinistra qui ha compiuto veri e propri disastri, è ora di voltare pagina».

Su Marsilio ci sono state molte polemiche…

«Sì, ancora con la storia di Marsilio il romano…Tutta roba messa in giro dal Pd, che parla solo di noi perché non ha argomenti da proporre ai cittadini. Quella di Marco è una candidatura simbolica. La sua è la storia di migliaia di famiglie che lasciarono la propria terra per andare a cercare lavoro altrove. Oggi lui fa il percorso inverso: torna in Abruzzo portando un know-how. Qui il gap infrastrutturale è enorme: in treno da Pescara a Roma ci vogliono 4 ore e mezza…E la sinistra che fa? Pensa di ripopolare questa Regione portando gli immigrati. Sono stata a Manoppello, provincia di Pescara: è gemellata con Marcinelle. Sessanta dei minatori italiani morti in quella città del Belgio erano abruzzesi: i nostri immigrati andavano a lavorare, non a essere mantenuti a spese dello Stato».