Gufi e neve: lo scatto diventa magico

Gufi e neve: lo scatto diventa magico

22 enero, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


La stagione più indicata per fotografare i gufi è senz’altro l’inverno, quando gli uccelli si riuniscono in dormitori diurni comuni. A volte in questi “roosts”, si possono contare decine d’individui, appollaiati sugli alberi tutti insieme, in attesa dell’imbrunire. Se questi alberi sono lungo una strada, ci si può fermare con l’automobile e tentare d’individuare qualche animale in una posizione favorevole e non coperto dai rami. Di solito i gufi tollerano un’automobile che si è fermata lentamente, ma non bisogna farsi prendere dalla smania di scendere dall’auto, perché il disturbo sarebbe davvero notevole. Fino ad alcuni anni fa nel territorio del Mezzano, vicino a Comacchio, una colonia di gufi era solita riunirsi in un tratto di strada alberata, ma purtroppo qualcuno ha avuto la malaugurata idea di “pubblicizzare” il fatto tramite un insensato tam-tam sul web e nel giro di pochi giorni giravano più macchine sotto quegli alberi che sulla statale vicina. Per farla breve, i gufi sono stati disturbati oltre misura e hanno abbandonato quel sito che resisteva da anni. Mi premeva dirlo, non per polemizzare, ma per sensibilizzare il rispetto verso gli animali. Per questo tipo di fotografia è d’obbligo un teleobiettivo potente, del tipo 400 o 500 mm. Questo consente di mantenersi ad una certa distanza e a non invadere il campo di sicurezza dei gufi.

Come è stata scattata la foto

Ho scattato con un 500 mm f\4, chiuso a 5,6. Tempo di scatto 1\250 a 400 ISO. Attrezzatura appoggiata al bordo del finestrino dell’auto. Quella mattina d’inverno i gufi non erano proprio assonnati ed evidentemente la battuta notturna non era stata proficua, perché alcuni esemplari hanno fatto ritorno tra i rami con un’arvicola nel becco. La neve, infatti, limita le uscite notturne dei roditori inducendo i predatori a prolungare il periodo della loro caccia.

Maurizio Bonora