Tempi duri per i pendolari dell’auto con la nuova manovra economica

Tempi duri per i pendolari dell’auto con la nuova manovra economica

31 diciembre, 2018 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


La Camera ha approvato la manovra economica e già si infiamma la polemica per il provvedimento diventato decreto legge e che, secondo, alcune associazioni di consumatori vedrà il rincaro di alcune tasse. Il M5S la definisce come una “manovra del popolo” anche se sarebbe più corretto definirla “per il popolo” almeno a giudicare dall’enfasi con cui il movimento pentastellato la accolta. “L’approvazione della “manovra del popolo” è la vittoria di tutti gli italiani” commenta in una nota alla stampa il senatore Patuanelli. “Il Paese può finalmente alzare la testa e guardare al futuro. Un futuro che come basi avrà giustizia sociale, lavoro, tutela dell’ambiente”. Ma la manovra “del popolo” approvata dal governo Conte e dell’esecutivo giallo verde di Lega e Movimento 5 stelle porterà vantaggi reali alle classi più deboli? Stando ai dati forniti dalle varie associazioni di settore, da Autopromotec per “gli automobilisti” al Condacons per consumatori e famiglie, non è così.  Nella manovra, infatti, ci sarebbe una “stangata” da oltre 900 euro ad attendere le famiglie italiane nel 2019 a causa dell’aumento di prezzi e tariffe. Senza considerare la pressione fiscale, che stringerà ancora di più la sua morsa. L’ecotassa introdotta dalla manovra metterà in difficoltà le classi più disagiate che dovranno affrettarsi a comprare un auto nuova e non inquinante per non incorrere nella tassa “ecologica”. Anche l’aumento delle multe ad oltre il 2%, probabilmente danneggerà i pendolari costretti a recarsi a lavoro in auto ed aggiungere alla loro spesa giornaliera la sosta nelle linee blu. Anche l’adeguamento dell’Rc Auto potrebbe subire un rincatto come già nel secondo semestre del 2018 quando è salita dell’1,4%. 
Restano fermi al momento, i pedaggi autostradali in attesa del decreto interministeriale che dovrà fissare le nuove tariffe. In particolare, il blocco riguarderà anche Aspi e Strada dei Parchi (A24-A25). Per alcune concessionarie si arriverà invece a ritocchi minimi e i gestori hanno comunque assicurato che sarà d’ora in poi valutato in modo più puntuale (sul singolo anno anziché ogni cinque anni) il rapporto tra tariffe, andamento dei prezzi e investimenti.

ndr