Squalo Mako, la Ferrari del mare

Squalo Mako, la Ferrari del mare

29 diciembre, 2018 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


Se Amleto si fosse interessato di squali forse avrebbe detto a Orazio: “Ci sono più cose negli squali, Orazio, di quante tu ne possa sognare nella tua filosofia”. Può sembrare un’esagerazione, ma più ci si addentra nel mondo di questi pesci e più si scopre quanto siano straordinari, diversi e ancora sconosciuti. Per fare un paragone, quando pensiamo ai felini, anche senza essere degli esperti, ci vengono in mente gatti, tigri, leoni, leopardi, pantere, tutti animali in fondo molto simili tra loro. Se, invece, chiediamo a una persona di pensare a uno squalo quasi certamente nella sua mente si materializzerà quello che sembra essere lo squalo per antonomasia: lo squalo bianco.

Se vogliamo fare un altro esempio, e squalologi e squalofili mi perdoneranno, il mondo degli squali è come quello delle auto. C’è un modello base (carrozzeria, ruote, motore, accessori per la guida), ma poi nella pratica questo si declina in una grande varietà di modelli che vanno dalle utilitarie alle auto da corsa, dalle berline ai fuoristrada e così via. Con gli squali è lo stesso e il mare contiene quelli giganteschi e pigri come i balena e gli elefante, quelli lunghi meno di venti centimetri, quelli possenti come il bianco o agili come le verdesche, quelli che vivono negli abissi, nella penombra o nelle limpide acque tropicali, sotto costa o in mezzo al mare.

Tra tutte le specie (un po’ più di 500) – poche in verità se paragonate ad altri gruppi animali – una delle più belle, affascinanti e perfettamente adattate alla vita marina è il mako (Isurus oxyrinchus), qui ritratto in una splendida fotografia di Sergio Riccardo, esponente di spicco del mondo della fotografia subacquea d’autore.

Osservando questo scatto è impossibile non restare colpiti dalla perfezione della forma di questo squalo: affusolato, idrodinamico, senza una parte che appaia superflua dalla punta del muso fino alla coda, che si indovina, dietro la leggera curva del corpo, nell’atto di spingere innanzi questo esemplare. Il mako, e il breve nome potrebbe già essere un indizio, è l’equivalente delle Ferrari: veloce e potente. È uno squalo d’alto mare, capace di viaggiare per oltre 3000 chilometri a quasi 50 km/h ed è in grado di superare i 70 quando accelera per catturare una preda, cosa che lo rende uno dei pesci più veloci al mondo e il campione assoluto tra i suoi simili. Il mako, grazie alla sua agilità e potenza, è anche un campione di salto in alto e, a volte, è stato visto balzare con l’intero corpo fuori dall’acqua fino ad un’altezza di 7-8 metri.

Naturalmente, quando si parla di squali, la parte anatomica cui si pensa sono i denti e anche questo può esibire una dentatura di tutto rispetto. Dalla foto, però, si potrebbe quasi pensare che “lui” sia passato accanto al fotografo per guardarlo e sorridergli mettendo in mostra i suoi denti, più adatti a trafiggere pesci e calamari che a squartare grosse prede come quelli degli squali bianchi e tigre. Ma il mako, descritto in un film come “rapido, intelligente e letale”, è anche lo squalo perfetto per portarci lontano, un lampo blu che si materializza nell’acqua, facendoci sognare un mare dove questi splendidi animali siano liberi di farsi ammirare e dove foto come questa non rischino di essere un omaggio alla biodiversità che scompare.

Angelo Mojetta