Angelina Jolie andrà dove «c’è bisogno di me», anche alla Casa Bianca

29 diciembre, 2018 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


L’aveva annunciato il cantante Kanye West, ce l’ha fatta l’imprenditore Donald Trump, perché non dovrebbe pensarci un’attrice? Angelina Jolie ha dichiarato durante un’intervista con la BBC che non esclude affatto di candidarsi in politica, compresa la corsa alla Casa Bianca.

Angelina Jolie: «Ho dimostrato di poter fare molto»

Quando la giornalista britannica le chiede di una possibile scesa in campo, l’attrice premio Oscar sorride, ma non minimizza. «Vent’anni fa ne avrei riso» dice la Jolie «Oggi dico che andrò dove c’è bisogno di me. Ho dimostrato di poter lavorare sia con governi che con militari, per cui mi trovo nella posizione interessante di poter fare molto». Forse il suo nome allora potrebbe essere tra i 30-40 dei democratici che correranno per le primarie? lei risponde solo con «Grazie», per sottolineare che già essere considerata potrebbe essere un grande onore.

Angelina Jolie e il suo operato umanitario

L’attrice di Hollywood non è estranea al mondo della politica internazionale: dopo aver preso parte a diverse missioni, nel 2001 l’UNHCR l’ha nominata Ambasciatrice di Buona Volontà. Angelina Jolie è stata anche una delle principali finanziatrici del National Center for Refugee and Immigrant Children e ha più volte preso parte a campagne di sensibilizzazione sul tema dei rifugiati e delle vittime delle guerre nel mondo, concentrandosi in particolare modo sul continente africano e sul medio oriente. Il suo impegno umanitario non si è mai limitato a prestare volto e notorietà. L’attrice ha fatto numerose visite nei luoghi martoriati da guerre, carestie e devastazioni, e ha investito somme ingenti del suo patrimonio in fondazioni create da lei o in cui credesse fermamente, tanto che nel 2013 ha ricevuto il Premio umanitario Jean Hersholt, lo stesso anno in cui aveva fatto una visita a sorpresa al G8 di Londra, per tenere un  discorso contro gli stupri sulle donne nelle zone di guerra.

Pietro Cimmino