Il maltempo fa crollare il prezzo del tartufo

Il maltempo fa crollare il prezzo del tartufo

21 diciembre, 2018 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


Se volete acquistare del tartufo, il momento migliore per farlo è adesso. Le eccezionali ondate di maltempo dello scorso mese hanno, infatti, portato a un crollo dei prezzi che si attestano inferiori del 30% rispetto alla media.

Perché il prezzo scende

A far calare i prezzi è stato proprio il maltempo che ha favorito un aumento delle nascite e un calo del 30% dei prezzi del tartufo bianco nell’ultimo mese con valori di appena 250 Euro all’etto, per pezzature medie, attorno ai 20 grammi. I dati sono stati raccolti dal Borsino del Tartufo di Alba, la piazza virtuale dove è possibile seguire le fluttuazioni di mercato del prezioso tubero. «Il tartufo si sviluppa in terreni che devono restare freschi e umidi sia nelle fasi di germinazione, che in quella di maturazione – spiega Coldiretti -. Il risultato è una forte crescita degli acquisti favorita dall’aumento delle presenze in mostre, sagre e manifestazioni dedicate al tartufo, ancora in corso lungo tutto lo stivale. Si tratta di appuntamenti che rappresentano un’ottima occasione per acquistarlo o assaggiarlo nelle migliori condizioni e ai prezzi più convenienti, ma anche per difendersi dal rischio dell’inganno con la vendita di importazioni low cost spacciate per italiane».

Conosciuto già dai Sumeri

Secondo le stime di Coldiretti sarebbero circa 200mila i raccoglitori ufficiali di tartufo che, lungo tutta la penisola, riforniscono negozi e ristoranti e alimentano un business che, comprensivo di indotto, sviluppa un valore stimato in circa mezzo miliardo di Euro tra fresco, conservato o trasformato, anche grazie alla grande capacità di attrazione turistica ed enogastronomica. La ricerca dei tartufi era praticata già dai Sumeri e svolge una funzione economica a sostegno delle aree interne boschive, dove rappresenta un’importante integrazione di reddito per le comunità locali, con effetti positivi sugli afflussi turistici. «Tra le novità di quest’anno – spiega la Coldiretti – ce n’è una importante: la conferma da parte della Direzione Generale Agricoltura dell’Unione Europa che funghi e tartufi spontanei raccolti in natura devono essere obbligatoriamente etichettati con il luogo di raccolta. Si tratta di una misura di controllo che consentirà di evitare che prodotti stranieri vengano spacciati per italiani come, purtroppo, spesso è avvenuto».

ndr