Cerca il suo cane, ne salva altri 171: blitz nel mattatoio cinese

Cerca il suo cane, ne salva altri 171: blitz nel mattatoio cinese

21 diciembre, 2018 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


Cercando il cane che le era stato rubato ha scoperto un mattatoio abusivo e salvato oltre 170 animali da una morte atroce. La storia arriva da Chengdu, città della Cina meridionale. Secondo i media locali, il macello è stato scoperto in maniera del tutto casuale da una donna che cercava il suo pastore belga, sparito da qualche giorno. A far crescere nella donna i sospetti che l’animale fosse finito nelle mani dei trafficanti sono state alcune voci che riferivano, appunto, di una struttura abusiva dove i cani, dopo essere sottratti ai padroni, venivano uccisi per la loro carne.

Tutti animali rapiti

Dopo aver ritrovato il proprio cane e cercato di contrattarne il prezzo per riportarlo a casa, la donna ha immediatamente avvisato le forze dell’ordine. Al suo arrivo al macello, la polizia ha trovato ammassi di carcasse di cani accatastate all’interno di una cella frigorifera. Il mattatoio non è stato in grado di fornire alcuna certificazione che provasse l’autorizzazione a operare e cinque lavoratori sono stati arrestati. «Il rapido ed efficace intervento della polizia di Chengdu invia un messaggio molto forte ai ladri di cani e ai macellai illegali, ovvero che nessuno di loro è al di sopra della legge – spiega Irene Feng, Direttrice Animals Asia per la Tutela di Cani e Gatti –. Il loro crudele commercio causa sofferenze e strappa compagni di vita ad affezionati proprietari, mentre il loro totale sprezzo della legge e delle fondamentali regole d’igiene li rende una seria minaccia per la salute pubblica».

Sgominata una banda di ladri

La città di Chengdu è il crocevia del commercio di carne di cane. Sempre nei giorni scorsi, la polizia ha sgominato una banda di ladri specializzata nel furto di cani. I 120 animali – molti dei quali ancora con il collare – erano ammassati all’intero di un capannone e pronti per essere macellati. Gli animali sono stati affidati alle cure di Animal Asia e dell’associazione locale Sichuan Qiming Small Animal Protection Center in attesa di essere riaffidati ai loro padroni.

Pierpaolo Matteoli