Salvini dice che le occupazioni non sono così male, ma poi fa sgomberare le scuole

Salvini dice che le occupazioni non sono così male, ma poi fa sgomberare le scuole

19 diciembre, 2018 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


  • Il ministro dell’Interno Matteo Salvini non condanna le occupazioni delle scuole da parte degli studenti
  • «Basta che non facciano danni, vandalismi», dice il leader leghista. Ma le sue parole hanno il sapore dell’opportunismo
  • In realtà la linea dura delle forze dell’ordine continua, e gli istituti vengono liberati

Il ministro dell’Interno che vuole una politica super securitaria non se la sente di condannare gli studenti che per protesta occupano gli istituti scolastici superiori. «Le occupazioni? L’importante è non fare danni», ha risposto ieri il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini nel corso di un forum a Skuola.net, dove è intervenuto per parlare, appunto, di formazione e istruzione. Il titolare del Viminale, sempre estremamente duro nei confronti di chi occupa edifici pubblici o viola la proprietà privata, ha espresso una posizione più tollerante rispetto agli studenti adolescenti.

Salvini non condanna le occupazioni delle scuole

«A 15 anni – sono state le parole di Salvini sulle occupazioni – l’hanno fatto tutti, me compreso, sui temi più vari ed eventuali. Non so quante autogestioni ho fatto, non so quanti scioperi, per Palestina, per l’Afghanistan… Era un’occasione per andare a Milano in via Torino a farsi due passi con gli amici. Alcune motivazioni sono serie, come attentati, guerre. Altre meno, sono solo un motivo per avere un venerdì libero. Ma tutti a quell’età hanno voglia di esprimersi, di gestire, di avere un momento di comunità. Basta che non facciano vandalismi, casini, non distruggano niente dentro: qualche giorno di occupazione o autogestione non ha mai ammazzato nessuno». Aiuta anche a maturare? «Sì dai. Poi cresci…», ha aggiunto ancora il ministro.

Ma la linea dura continua

La realtà sembra però ben diversa, perché le occupazioni vengono comunque seguite e interrotte con tempestività. A Roma ad esempio, la scorsa settimana, lunedì 10 dicembre, c’è stata un’occupazione lampo per gli studenti del liceo scientifico Morgagni e del liceo classico Manara, a Monteverde Vecchio. Gli studenti, che entrati dentro le scuole di notte, intorno alle 7.30 hanno ricevuto un ultimatum: uscire dagli istituti o venire sgomberati. Al Manara i ragazzi sono usciti volontariamente, al Morgagni invece sono intervenute le forze dell’ordine, sia carabinieri che polizia, che hanno fatto irruzione prendendo le generalità di alcuni ragazzi e hanno poi ripulito la scuola dopo le poche ore d’occupazione. La protesta nella Capitale, come accaduto anche per altri istituti (Mamiani, Virgilio, Socrate, Albertelli, Righi, Tasso, Pasteur e Vittoria Colonna), era stata organizzata per protestare contro la politica del governo, per i tagli alla scuola e per la linea repressiva. Una linea repressiva che non emergerebbe affatto a sentire le parole del ministro Salvini.

ndr