Il sesto senso degli animali e le specie che predicono i terremoti

Il sesto senso degli animali e le specie che predicono i terremoti

16 diciembre, 2018 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


Un pragmatismo e un’apertura mentale tutta cinese che, assieme a molti altri studi effettuati nel mondo – tra cui quelli dell’italiano Giorgio Matteucig dell’Università di Napoli che, negli anni i successivi al sisma in Irpinia del 1980, monitorò il comportamento degli animali del Giardino Zoologico della città, dove installò una stazione strumentale, cercando correlazioni con l’attività sismica – ha permesso di evidenziare che moltissimi animali (non tutti gli individui e non tutte le specie) hanno una sorta di “sesto senso”, ma anche sensi tradizionali molto più sviluppati di quelli umani che, già 7-10 gg o addirittura mesi prima di un terremoto (o EQ, da Earth Quake – ndr), consentono loro di percepire:

  • Le emissioni di campi elettromagnetici a basse frequenze (come le ULF e le ELF), chesono un candidato plausibile per spiegare il comportamento anormale degli animali prima di un EQ .
  • Rumori e brontolii a bassa frequenza.
  • Alterazioni chimiche di falde acquifere, di terreni e della troposfera vicino all’epicentro.
  • Emissioni di gas dal suolo (radom, ma non solo).
  • Luci sismiche o EQL (Earth Quake Lights): più comunemente dette “luci da terremoto”, quei fenomeni luminosi che si possono osservare prima, durante e dopo i forti eventi sismici.

Le specie indicatrici:

Ecco le specie che hanno messo in evidenza comportamenti anomali, come irrequietudine, spostamenti in massa, abbandono improvvisi di nidi e tane: api, lombrichi, millepiedi, serpenti, rospi, topi, talpe, pesci di fondo (pesci gatto, siluri, carpe), balene e cetacei, cani, gatti, maiali, bovini, ovini, capre, polli, ungulati selvatici, uccelli selvatici.

Attraverso la raccolta di specifici questionari alcuni ricercatori dell’università di Perugia hanno potuto constatare che, nel caso del terremoto che ha colpito l’Aquila e l’Italia centrale il 6 aprile 2009 (Mag. 6.3), la quasi totalità dei cani che vivevano nella regione colpita hanno mostrato irrequietezza, abbaiando, ululando e piangendo nei minuti precedenti la scossa. Molti esemplari di altre specie animali hanno lasciato nei testimoni un ricordo indelebile di scene inusuali. In base alla quantità e qualità delle informazioni raccolte, 323 casi sono stati poi catalogati per ulteriori approfondimenti. Va detto che, a seguito del terremoto che colpì l’Emilia nel maggio 2012, un testimone mi raccontò della sua fuga da casa durante le scosse con in braccio il suo cane… che stava dormendo beatamente! E questo caso rivela un limite da considerare nell’utilizzo del comportamento animale come metodo standard ufficialmente riconosciuto per la prevenzione dei terremoti o di altre catastrofi naturali quali frane, alluvioni… Come tra gli umani, anche tra gli animali domestici e selvatici esistono differenti sensibilità di specie, e individuali, che li fanno reagire in modo diverso. Tuttavia se attorno a voi (che magari vivete in una zona sismica) tanti cani cominciano a ululare senza una plausibile spiegazione, i gatti si agitano ed escono di casa, nelle stalle mucche e cavalli iniziano a muggire e nitrire senza motivo, osservate movimenti strani di insetti, lombrichi, pesci (anche d’acquario), talpe o topi e uccelli… Beh! Drizzate le antenne e dormite vestiti o in auto. Non sarà riconosciuto dalla scienza, ma potrebbe salvarvi la vita!

Armano Gariboldi