Leonardo Di Caprio dovrà restituire una statuetta dell’Oscar

Leonardo Di Caprio dovrà restituire una statuetta dell’Oscar

12 diciembre, 2018 Off By Gazzettino Italiano Patagónico


  • La statuetta era stata vinta da Marlon Brando nel 1955 per il ruolo da protagonista in «Fronte del porto»
  • Leonardo Di Caprio ha restituito anche altri regali che gli aveva fatto John Low, ora sotto inchiesta
  • Secondo i pubblici ministeri statunitensi è uno delle frodi di riciclaggio di denaro più grandi mai perseguiti dagli Usa

Leonardo Di Caprio ha inseguito l’Oscar per anni, tanto da diventare un meme vivente. Finalmente se l’è aggiudicato con il ruolo in The Renevant, ma nel frattempo aveva cominciato la collezione di statuette d’oro comprando quelle altrui. Ora però ha ricevuto l’ordine di restituire quella che appartenne a Marlon Brando.Colpa di uno dei riciclaggi di denaro più grandi del mondo.

Leonardo Di Caprio restituisce la statuetta regalatagli da John Low

A dover essere restituita è la statuetta che venne vinta da Marlon Brando nel 1955 per ‘On The Waterfront’, che Leonardo Di Caprio ricevette in regalo dal finanziere della Malesia Jho Low, che l’aveva acquistata per 600,000 dollari. Oltre alla statuetta, Leonardo Di Caprio ha restituito altri preziosi regali ricevuti da Low, incluso un quadro originale di Pablo Picasso. John Low, 37 anni, che aveva finanziato il film The Wolf of Wall Street, è attualmente sotto indagine. Secondo quanto riportato dal New York Times, le accuse contro di lui sarebbero di aver commesso frode per miliardi di dollari utilizzando un fondo di investimento del governo malese. Il fondo era chiamato «1Malaysia Development Berhad» o «1MDB», e inizialmente ne avrebbero dovuto beneficiare i comuni malesi. Miliardi di dollari raccolti dalle banche e presi in prestito dagli investitori, apparentemente per finanziare progetti come una joint venture con una compagnia petrolifera saudita e l’acquisto di centrali elettriche. Invece, riporta il NYT, il fondo si è trasformato secondo i pubblici ministeri «in un “massiccia, spudorato e sfacciato” piano di riciclaggio di denaro, in cui miliardi sono stati deviati nei conti bancari di alti funzionari, tra cui l’ex primo ministro Najib Razak, la sua famiglia e soci e il signor Low».

Un riciclaggio di denaro arrivato fino alle porte di Donald Trump

Il New York Times ha definito l’indagine «uno dei più grandi casi di cleptocrazia internazionale che gli Stati Uniti abbiano mai perseguito». I pubblici ministeri sanno infatti analizzando i diversi possedimenti di valore dell’imprenditore, compresi, oltre alla statuetta e al quadro regalato a Leonardo Di Caprio, anche degli yatch dal valore di 250 milioni di dollari, un pianoforte trasparente, un quadro di Monet, e tanto altro ancora. Per recuperare tutti i beni co sono voluti una mezza dozzina di agenzie federali, un gruppo di imprenditori e investigatori in paesi come Svizzera, Lussemburgo e Malesia. Oltre ia beni sono stati posti sotto sequestro anche proprietà a New York, Londra e California, tra cui un condominio da 31 milioni di dollari nel Time Warner Center di Manhattan, l’hotel viceré L’Ermitage di Beverly Hills e una villa da 17,5 milioni di dollari a Beverly Hills. Un dipendente del Dipartimento di Giustizia ha ammesso di aver aiutato Low a versare denaro negli Stati Uniti, e Elliott Broidy, uno dei principali finanziatori del presidente Donald Trump ha ammesso di essere stato pagato per fare pressione sull’amministrazione per fermare le indagini, ma non è stato accusato di alcun crimine. Intanto Low, 37 anni, è in fuga, ma pare si nasconda in Cina.

Gianmichele Laino