Catture accidentali, la salvezza degli squali parte da Monopoli

Catture accidentali, la salvezza degli squali parte da Monopoli

6 diciembre, 2018 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

 

Collaborare con i pescatori per salvare gli squali e le altre specie marine dalle catture accidentali. E dove partire se non da Monopoli, sede di una delle marinerie di palangari più importanti dell’Adriatico? L’incontro con i pescatori è stato promosso dal WWF insieme a COISPA (la stazione sperimentale per lo studio delle risorse del mare) e INCA (Institute of Nature Conservation in Albania) e si è svolto grazie alla collaborazione delle Cooperative locali dei pescatori e della Guardia Costiera di Monopoli. L’esito è stato più che soddisfacente: tutti i pescatori coinvolti si sono detti interessati a collaborare e a condividere soluzioni per risolvere il problema.

Il ruolo dei pescatori

Durante l’incontro, che fa parte del progetto Safe Sharks, è emerso il ruolo fondamentale dei pescatori di Monopoli che hanno condiviso la gravità delle catture accidentali e sottolineato anche i danni derivati alla loro attività: le specie commerciabili di squali sono poco remunerative, trovarli catturati dagli ami intralcia l’attività di pesca – che in questa zona è rivolta principalmente al pesce spada – e può perfino danneggiare gli attrezzi; inoltre, pescare una specie protetta fa scattare il rischio di essere pesantemente sanzionati. Insomma, catturare uno squalo è una perdita tanto per il mare, quanto per i pescatori.

Proteggere gli squali e i consumatori

Gli incontri hanno permesso di aggiornare la comunità dei pescatori e degli operatori commerciali locali sul rispetto delle normative e sul riconoscimento delle specie protette. In particolare, la conferenza ha offerto l’occasione per rendere consapevoli i pescatori dell’importanza del loro aiuto nel raccogliere informazioni anche sulle specie più a rischio, il cui rilascio a seguito di cattura accidentale fa sì che non vengano emesse sanzioni. Tra le attività in programma proprio con l’aiuto dei pescatori c’è anche la marcatura degli squali, operazione che consentirà di raccogliere dati sulla sopravvivenza degli esemplari catturati e liberati. Infine, si è approfondito anche il problema della tracciabilità del prodotto: spesso la carne di squalo finisce erroneamente o per frode sui banchi del mercato, costituendo un pericolo anche per la nostra sicurezza alimentare.

Paolo Barza