Gli alberi sono ovunque intorno a noi, eppure spesso non vengono notati, la nostra vita scorre veloce mentre loro resistono, nello stesso posto dove già è vissuto nostro nonno e dove forse un giorno passerà nostro nipote, compagni di gioco quando siamo bambini, compagni di viaggio silenziosi quando diventiamo adulti. Gli alberi, popolano città, campagne, giardini e, naturalmente, foreste, a loro, in fondo, poco importa della nostra disattenzione, perfino l’arboscello anonimo che si è ritagliato un angolo incerto quasi certamente sopravvivrà a tutti noi. Nonostante le intemperie e l’incuria, con resilienza e coraggio senza pari potrebbe diventare un gigante verde e offrire un’ombra gentile a generazioni di umani, le azioni degli uomini seguono ritmi biologici veloci, le piante invece sono tradizionalmente lente, il presente eterno degli alberi secolari rivela all’uomo la sua effimera transitorietà, restituisce all’umanità intera una contingente minutezza. Gli alberi ci invitano a riflettere su ciò che siamo stati, su ciò che siamo e su ciò che saremo, tutto ciò lo fanno a modo loro, ossia con un sussurro, sta a noi metterci in ascolto.
Michele Mauri