Un crowdfunding per curare il diavolo della Tasmania

Un crowdfunding per curare il diavolo della Tasmania

18 noviembre, 2018 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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L’Università australiana di Adelaide, in Australia, ha lanciato una campagna di crowdfunding per finanziare la ricerca di una cura contro una rara forma di cancro trasmissibile, il Devil Facial Tumor (DFT), che sta minacciando di estinzione il diavolo della Tasmania (Sarcophilus harrisii). L’obiettivo è di raccogliere almeno 5.000 dollari da destinare a una ricerca sulle cellule staminali rigenerative, che replica per la prima volta la ricerca sulle cellule staminali umane nei marsupiali, per salvare dal cancro questa icona nazionale.

Un cancro contagioso

Il diavolo della Tasmania è il più grande marsupiale carnivoro del mondo e dal maggio 2009 è stato dichiarato ufficialmente a rischio di estinzione dal governo federale australiano. A causa di questa peculiarità trasmissiva del DFT, il cancro si diffonde tra la popolazione di diavoli della Tasmania come qualsiasi altra malattia contagiosa, ma in questo caso il tasso di mortalità è del 100%. «La ricerca si concentra sulle cellule staminali situate nella polpa dentale del diavolo della Tasmania – ha spiegato la dottoressa Chelsea Graham, dell’Università di Adelaide -. I diavoli si trasmettono questa forma aggressiva di cancro quando si mordono a vicenda. Gli animali muoiono entro sei mesi dal contagio». La ricerca è in corso presso l’Istituto di ricerca medica e sanitaria del Sud dell’Australia (SAHMRI), che dispone della tecnologia necessaria per studiare le cellule staminali. Graham sta lavorando in collaborazione con il senior professor Stephen Pyecroft, uno dei primi scienziati a descrivere la DFT e scoprire che si trattava di un cancro trasmissibile. Per ragioni etiche, Graham ricava tutti i campioni di denti da studiare da demoni della Tasmania deceduti. Per far questo, la dottoressa deve volare in Tasmania e tornare con i denti entro 48 ore, prima che i campioni siano inutilizzabili. I fondi raccolti saranno dedicati ai costi di viaggio e alle colture di cellule staminali necessarie alla ricerca.

Luca Serafini


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