Corteggiamento animale, i lek e la simmetria della seduzione

Corteggiamento animale, i lek e la simmetria della seduzione

8 noviembre, 2018 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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Per molte specie animali, nella competizione tra i maschi in corteggiamento, ha un ruolo fondamentale la distribuzione spaziale dei pretendenti. Gli animali, infatti, sono schierati in maniera per nulla casuale all’interno di misteriosi lek, le arene nelle quali i maschi si sfidano per conquistare le femmine. Questo è quanto afferma un recente studio compiuto dai ricercatori dell’Università degli Studi di Milano e pubblicato sulla rivista Scientific Reports.

Cosa accade all’interno dei lek

Ma cosa sono, esattamente, i lek? Gli studiosi dell’Università Statale, attraverso un lavoro interdisciplinare, hanno verificato che in queste arene gli individui si collocano secondo particolari distribuzioni territoriali; insomma, uno schema geometrico, applicabile a diverse specie e in grado di svolgere un ruolo funzionale al meccanismo della competizione. In queste arene, durante il momento del corteggiamento, i maschi di alto rango beneficiano, non solo della presenza di un elevato numero di femmine, ma anche della posizione di vantaggio che deriva dalla tendenza che i soggetti subordinati mostrano nell’aggregarsi attorno agli individui più importanti.

L’importanza delle gerarchie

Gli animali territoriali, infatti, suddividono il loro habitat in regioni di dimensioni simili: ogni individuo tende a mettersi al centro del suo territorio e questo posizionamento porta a una distribuzione uniforme degli individui. Secondo i ricercatori dell’ateneo meneghino, nel caso in cui sia presente una gerarchia, la distribuzione uniforme viene alterata dal fatto che tutti gli individui cercano la vicinanza con i maschi più forti. In questo modo, l’aggregazione intorno ai maschi di alto rango determina una riduzione significativa del numero di maschi subordinati in competizione, con tutti i vantaggi socio-sessuali per i maschi di alto rango. I maschi di rango inferiore, al contempo, beneficiano di opportunità riproduttive marginali, rese possibili proprio dal grande numero di femmine che visitano il lek.

Studiata la popolazione di otarde

Lo studio ha visto coinvolti i professori Fabio Giavazzi del dipartimento di Biotecnologie mediche e Medicina traslazionale, Nicola Saino del dipartimento di Scienze e Politiche ambientali e Alberto Vailati del dipartimento di Fisica “Aldo Pontremoli”. I ricercatori si sono concentrati in maniera particolare sulle popolazioni di otarda (Otis tarda); mettendo a confronto il modello messo a punto dagli scienziati con dati sul campo relativi a popolazioni di otarde si è potuto dimostrare come ogni lek sia dominato da pochi maschi di rango molto elevato, indice della presenza di una chiara gerarchia piramidale.

Marta Frigerio


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