Parlano le querce sulla Dorsale dei Nebrodi

Parlano le querce sulla Dorsale dei Nebrodi

26 octubre, 2018 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

 

«E tutto quanto si manifesta al romeo nella dilatazione delle sue emozioni, sono l’umanamente eterna filastrocca, o poema o ballata, che accompagna, consola e ritma il cammino sempre uguale»

(Edith de la Héronniere)

La Sicilia custodisce numerosi tesori naturalistici, alcuni più accessibili e a portata di auto, altri per chi – si dice in gergo ciclistico – abbia fatto “la gamba” e voglia allontanarsi davvero dal caos cittadino. La Dorsale dei Nebrodi è un itinerario difficile ma bellissimo, all’interno dell’omonimo Parco istituito nel 1993: la più grande area protetta dell’Isola. Tassi, querce, faggi, deliziosi laghetti, zone umide ombrose e ricche di vita, creste spettacolari e incantevoli punti panoramici sono i protagonisti della nostra storia. Una storia che, considerata la varietà dei bellissimi sentieri e la lunghezza dell’intero percorso – settantacinque chilometri che da Serra Merio (nel comune di Mistretta) conducono a Portella Dagara (nel comune di Floresta) divideremo convenzionalmente in tre racconti. Inutile dire che è una gita che si può compiere a piedi come in bici e si può suddividere come meglio si crede, a seconda dell’allenamento, della motivazione dei gitanti e dello spirito wild del momento. Anche l’organizzazione conta: in molti decidono di utilizzare un piccolo e lungimirante escamotage per percorrere almeno un “racconto” per volta, qual è? Semplice: se i gitanti sono più di uno, si decide di parcheggiare in mezzo alla fine del percorso e di tornare indietro con un’altra auto (da recuperare al rientro a casa) da parcheggiare all’inizio del sentiero prescelto. In questo modo non sarà necessario preoccuparsi del tragitto di ritorno e si potrà compiere l’intero cammino di ventuno chilometri “in andata”. Diciamo che parliamo di sei ore “camminate” al netto del pic-nic e delle pause bucoliche che vi concederete. Quindi sveglia presto. Il nostro percorso ideale inizia da Serro Merio (Mistretta). Un luogo facilissimo da raggiungere anche senza coordinate; dallo svincolo di Santo Stefano di Camastra (sulla A19 Palermo-Catania) si imbocca la SS117, si supera Mistretta e al chilometro 22 circa, c’è uno slargo con il cartello “Urio Quattrocchi”. Ecco il nostro punto d’inizio. Sarete voi a decidere dove abbandonare le vostre auto e cominciare un’avventura meravigliosa.

Junio Tumbarello