L’esclusione di Titty Astarita dall’AfroNapoli

L’esclusione di Titty Astarita dall’AfroNapoli

15 octubre, 2018 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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Tra qualche giorno, il 21 ottobre per la precisione, a Marano si vota per il rinnovo del consiglio comunale. In una lista che supporta il candidato sindaco della Lega, Rosario Pezzella, c’è anche Titty Astarita, capitano della squadra femminile dell’AfroNapoli. La ragazza viene messa fuori squadra dal suo presidente perché la società si ispira a principi antirazzisti e ritiene incompatibile la candidatura del suo capitano con una lista vicina a Matteo Salvini. Un gesto, però, che non è piaciuto alle compagne di squadra della Astarita, visto che in occasione del match di Coppa Campania femminile, si sono rifiutate di scendere in campo per esprimere solidarietà al proprio capitano. Tuttavia, il presidente dell’AfroNapoli, Antonio Gargiulo, non ha voluto sentire ragioni: «L’AfroNapoli è nata per dare un messaggio antirazzista – ha detto -. Abbiamo sempre manifestato pubblicamente la nostra contrarietà alle politiche di Matteo Salvini. Quindi il problema ce l’ha la ragazza, non noi». Il capitano della squadra, candidata in consiglio comunale, da parte sua replica affermando che sport e politica dovrebbero prendere strade separate: «Ho ricevuto la solidarietà di tutta la mia squadra – ha detto la Astarita -, che ha deciso di non scendere in campo. Faccio un appello alla società e agli organi competenti affinché questa situazione si possa risolvere. Il calcio deve restare fuori dalla politica, deve essere solo divertimento».

La spiegazione dell’esclusione di Titty Astarita

Ma per comprendere la decisione del presidente Gargiulo, bisogna risalire alle origini del progetto AfroNapoli. Un progetto che, dal 2009, esprime una ben precisa presa di posizione politica, veicolando attraverso lo sport un messaggio chiaro: il valore dell’accoglienza e la contrarietà alle politiche di esclusione che recentemente stanno prendendo piede nel paese. Gli atleti che militano nella squadra maschile (che gioca in Eccellenza) provengono da Senegal, Costa D’Avorio, Nigeria, Capo Verde, Niger, Tunisia e abitano nei quartieri più popolari del centro storico. Ecco perché, prima di essere una formazione di calcio, l’AfroNapoli è un messaggio alla politica. Sulla base di questo, il presidente della società rincara la dose: «Lei può fare ciò che vuole, ma non giocare nella nostra squadra – ha affermato -. Accuse di razzismo al contrario per l’esclusione? Se noi siamo anti-Salvini come possiamo pensare che un nostro tesserato giochi con l’AfroNapoli? Inoltre mica stiamo stroncando una carriera a una calciatrice. Lei è libera di andare a giocare ovunque».


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