Badlands, dove è nata la paleontologia

Badlands, dove è nata la paleontologia

13 octubre, 2018 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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Le Badlands sono scavate in enormi depositi alluvionali e di ceneri vulcaniche e scolpite in fantastiche forme dalla continua azione erosiva del vento e dell’acqua, che, di tanto in tanto, cade anche in violentissimi acquazzoni. Poiché il terreno di fine argilla è pressoché impermeabile da asciutto, durante le forti piogge estive si generano vere è proprie fiumane (flashfloods) e ruscelli di pochi centimetri di larghezza possono diventare all’improvviso fiumi larghi parecchi metri, impossibili da guadare. La storia geologica della regione inizia circa 80 milioni di anni fa, con la formazione dello strato Pierre, depositato sul fondo di un antico mare interno che tagliava il continente attuale da nord a sud. Durante l’Oligocene, tra i 37 ed i 25 milioni di anni fa, l’ambiente era di terraferma ed i grandi fiumi che nascevano dalle Black Hills sparsero sabbia fango e pietrisco sull’area. E l’intensa attività vulcanica, probabilmente dalle Montagne Rocciose ad ovest, stese grazie al vento enormi quantità di ceneri sulle pianure dell’attuale South Dakota. Per qualche milione di anni la terra cresceva più velocemente di quanto venisse erosa. Poi il bilancio si invertì, fino a creare la meraviglia geologica che possiamo oggi ammirare. L’erosione lavora in fretta nelle Badlands, una volta iniziato il suo corso: fotografie scattate 50 anni fa sul Muro, la più monumentale cresta del Parco, dimostrano le notevoli differenze con quello attuale. Si parla di quasi 2,5 cm di superficie sedimentaria rimossa ogni anno. Osservando le formazioni si può notare che ciascun sedimento ha lasciato la sua traccia creando fasce orizzontali policrome che si possono tracciare di pinnacolo in pinnacolo, di cresta in cresta, di collina in collina, e che sono in contrasto con il colore bianco della cenere vulcanica degli strati superiori. Sempre durante l’Oligocene, il clima dell’attuale area delle Badlands era caldo, l’ambiente lussureggiante e ricco di animali d’ogni genere. Tratteremo a parte dei fossili della antica fauna di quel periodo. Circa 5 milioni di anni fa vasti sollevamenti locali innalzarono il livello della pianura e di lì iniziò l’erosione che creò le Badlands. Il White River, che ora si limita a scorrere da ovest ad est 5-10 miglia a sud del Parco era allora un corso d’acqua ben più grande, soggetto a piene gigantesche, ed il suo argine a nord altro non è che l’attuale Wall, il Muro. Numerosi affluenti e piccoli torrenti immissari modificarono gli argini, intersecandoli a creare l’attuale topografia dell’area. Altri 5 milioni di anni di erosione ed il drastico ridimensionamento del corso del White River hanno spostato l’argine originario sempre più a nord, dove oggi possiamo ammirare il Muro. Non appena la natura trova materiale sedimentario più duro e resistente essa crea pendii molto più ripidi, da cui i pinnacoli e le cattedrali; ma i sedimenti costituiti da fanghi più morbidi erodono a formare pendii arrotondati, panettoni o collinette dalla linea dolce, come si può notare da quanto emerge dalla pianura che si stende a sud del Muro.

La culla della paleontologia

Le Badlands del South Dakota sono considerate il luogo di nascita della moderna scienza della paleontologia dei vertebrati. Il Parco Nazionale è molto attivo nella ricerca sul campo, in sinergia con le Università. Vi vive tutto l’anno un paleontologo professionista, che opera sul campo ed agisce anche insieme ad un laboratorio di preparazione dei fossili gestito dalla South Dakota School of Mines, la locale scuola mineraria. Gli abbondanti depositi fossiliferi in esame sono quelli che vanno dal tardo Eocene fino a tutto l’Oligocene (dai 37 ai 25 milioni di anni fa circa). Negli strati inferiori (Formazione Chadron, dai 37 ai 32 milioni di anni fa) si trovano tartarughe acquatiche (Graptemys); un rinoceronte semi-acquatico (Trigonias); rinoceronti terrestri (Hyracodon, Caenopus); animali simili a rinoceronti come il titanoterio (Menodus); il progenitore del cavallo, il cavallo a tre dita, poco più grande di un grosso cane (Mesohippus: sì, il cavallo si è evoluto in America, per poi estinguersi ed esservi riportato grazie ai conquistadores); enormi creodonti carnivori (Hyenodon); gli erbivori oreodonti (Merycoidodon); entelodonti simili a maiali (Archaeotherium). Non mancano animali simili agli alligatori, lucertole, uccelli, opossum, piccoli roditori, felini dai denti a sciabola, tapiroidi, camelidi, animali simili agli scoiattoli, ai cervi e alle volpi. Tutto ciò indica un clima caldo ed un enorme ambiente fluviale con depositi alluvionali e lacustri, foreste, pascoli ed acquitrini. Lo strato superiore (Formazione Brule, dai 32 ai 26 milioni di anni fa) è caratterizzato dalla notevole presenza di tartarughe terrestri (Stylemis) e di oreodonti (Merycoidodon, erbivori simile a capre che scavavano tane; e Leptauchenia). L’ambiente era simile ad una savana, solo occasionalmente sottoposta alle piene e a depositi alluvionali. Gli ambienti alluvionali sabbiosi contengono fossili di Metamynodon, una varietà di rinoceronte acquatico. Un erbivoro con le corna, simile ad una capra, e che abitava la savana era il Protoceras. La raccolta abusiva di fossili all’interno del Parco Nazionale è severamente proibita dalle leggi federali, con multe che possono variare tra i 50 e i 250.000 $, a seconda della gravità della trasgressione. Ogni occasionale rinvenimento di una certa importanza deve essere segnalato alle autorità del Parco, presso i Visitor Centers o gli Headquarters.


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