La pesca degli aironi bianchi

La pesca degli aironi bianchi

8 octubre, 2018 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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Un punto delle Valli di Comacchio era diventato luogo di riunione di moltissimi uccelli: aironi cenerini, aironi bianchi maggiori, garzette, gabbiani e cormorani. Il motivo era dovuto all’entrata di branchi di cefali in un canale che regola il flusso delle acque delle valli da e verso il mare. Una così preziosa fonte di cibo non poteva passare inosservata e così uccelli e… fotografi presero posto sulle rive di quel “paradiso terrestre” o meglio dire “acquatico”. Si potevano scattare fotografie in ogni momento, perché qualcosa succedeva sempre: un litigio, un arrivo in volo, un momento di pesca. Il culmine della giornata fotografica, però, era rappresentato dalla pesca degli aironi bianchi maggiori che, in preda all’euforia, si contendevano i cefali. Questa fase però iniziava sempre in un particolare momento, cioè quando arrivavano i cormorani che, numerosissimi, s’immergevano nelle acque pullulanti di pesci. A quel punto, i cefali terrorizzati da questi predatori subacquei, cercavano scampo verso la riva, dove però stavano in attesa gli aironi bianchi. Si trattava quasi di una mattanza, con i cormorani al centro e gli aironi ai lati; i pesci letteralmente impazziti saltavano perfino fuori dall’acqua. La battuta di pesca durava meno di dieci minuti e alla fine tutti i cormorani lasciavano insieme il canale dopo una breve rincorsa sollevando mille spruzzi d’acqua e aggiungendo una nuova situazione fotografica. Tornando agli aironi bianchi maggiori, questi cominciavano a eccitarsi all’arrivo dei cormorani e occupavano immediatamente posto nell’acqua bassa, contendendosi addirittura i punti migliori a suon di becco. Nonostante la situazione creasse cibo per tutti, gli aironi si contendevano le prede tentando addirittura di rubarsele. Dal nostro appostamento scattavamo a raffica, non prima, però, di avere fatto alcune prove per non sovresporre i bianchi che si stagliavano su uno sfondo non troppo scuro, ma comunque in grado di influenzare l’esposimetro. Personalmente ho sottoesposto di 0,7 EV, poiché mi sembrava il compromesso migliore. Come ottica ho usato il 500 mm, ma vista la distanza non eccessiva con un 300 mm avrei gestito meglio l’inquadratura.

Maurizio Bonora


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