Il vulcano Katres

Il vulcano Katres

29 septiembre, 2018 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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« Questo è il volto che ho scelto di dare ad Araba Fenice, un disco che parla di rinascita, di cadute e risalite, un disco che ho scritto mentre cercavo di ritrovare il mio equilibrio tra lune storte, pianeti in opposizione, sogni vecchi da realizzare e sogni nuovi da scartare.» «Araba Fenice», il nuovo disco di Katres – al secolo Teresa Capuano, cantautrice tellurica nata alle falde dell’Etna e cresciuta all’ombra del Vesuvio -, esprime il concetto ingombrante della caduta e della rinascita dalle proprie ceneri, passando tra melodie pop, soul, cantautorato, attraversando il blues ed esplodendo in brani diversi l’uno dall’altro, tutti originali e interessanti. Un cammino verso la rinascita, percorso attraverso il susseguirsi dei brani, è la ripresa della vita, come la primavera che invade gli alberi prima spogli e li riempie di foglie, così l’anima che prima si svuota e perde tutto, poi si riempie di nuova consapevolezza e completezza. Uscito lo scorso 23 febbraio, la produzione curata da Daniele Sinigallia le rende merito e ne esalta, oltre che le doti vocali, anche la grande emozionalità che Katres sa coniugare usando l’ugola, ma anche i respiri. Un lavoro che, come scritto in precedenza, nasce dal bisogno di raccontare un lento cambiamento, una simbolica “morte e rinascita”, proprio come il mitologico animale. L’idea dell’opera è venuta fuori dopo un periodo difficile, grazie al quale l’artista si è plasmata per riscoprirsi più forte di prima. Cocktail music, battiti elettronici e strumenti acustici a confronto, la sua voce si muove agilmente sui tappeti musicali da lei creati, decolla dolcemente, soffia, taglia, incide, carezza. Eco di sirena. Il lavoro testimonia la maturazione musicale di Katres avvenuta rispetto a «Farfalla a valvole», di cinque anni prima; arriva dopo una lunga tournèe estiva in apertura ad Ermal Meta, il premio Best Songwriter al Demo’s Lady Award, il Premio Demo d’Autore e il Premio Demo Award, indetti da Radio 1. L’uscita di due singoli, «Ormai ho deciso» e «Bla bla bla», le hanno permesso anche di vincere il Premio DiscoDays Giovani e il Premio Stil Novo. Si allontana un po’ dal pop psichedelico ed arriva ad un atteggiamento riflessivo e più calmo, esprimendo le proprie idee in modo raffinato ed elegante, frutto di un labor limae accattivante. «Araba Fenice» è un melange di emozioni che coinvolgono e trasportano chi ascolta in un mondo contornato da sentimenti puri. C’è questa voce aerea e limpida che si dispiega su suoni acustici e limpidi, ma che non finisce mai per infastidire (succede spesso alle voci “importanti”). C’è questa atmosfera sospesa e sognante che, miracolosamente, non si tramuta mai in noia (succede spesso anche questo). Insomma, la sua «Araba Fenice» finisce per essere un piccolo miracolo di equilibrio. Katres mette di suo voce e sensibilità artistica, Sinigallia in regia la sapienza di una vita. Che funziona e non finisce per essere solo sterile esercizio di stile, solo perché il materiale su cui si lavora è di altissimo livello. Come Consoli, Björk, Meg (riferimenti evidenti), mediati da una sensibilità e da una personalità che preludono a un grande futuro. Fra tanti fuochi di paglia, eccone uno che arderà a lungo.

Andrea Fiorentino


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