L’aquila Ermes torna a volare sopra i cieli dell’Appennino

L’aquila Ermes torna a volare sopra i cieli dell’Appennino

12 septiembre, 2018 Off By Gazzettino Italiano Patagónico

 

Era stata trovata malata lo scorso 19 agosto a Riana, paese dell’Appennino parmense situato nel comune di Monchio delle Corti e all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano. Ora, dopo meno di un mese, la giovane aquila reale Ermes è tornata a volare maestosa sopra i cieli dell’appennino parmense.

Curata dai volontari della LIPU

L’aquila era stata trovata da un residente che aveva immediatamente allertato i volontari della Lipu. Dopo le cure veterinarie ricevute per guarire da una parassitosi, la giovane aquila si è rimessa in forze ed è stata liberata nei giorni scorsi a Riana, nella stessa zona dove era nata e dove, appunto, era stata rinvenuta. A coordinare la complessa operazione di recupero, cura e liberazione sono stati i volontari della sezione Lipu di Parma con il supporto di un progetto che ha visto coinvolti il Parco nazionale dello Stelvio, il Max Planck Institute for Ornithology di Monaco di Baviera e il Vogelwarte Sempach di Sempach, in Svizzera. A seguito dell’intervento di Marco Gustin, responsabile Specie e ricerca della Lipu, alla giovane aquila reale è stata applicata anche una radio satellitare al fine di seguirne gli spostamenti oltre che un anello identificativo fornito dall’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.

Ha ritrovato i genitori

L’aiuto di altri individui della sua stessa specie sarà fondamentale per la sua sopravvivenza. «L’aquila è stata raggiunta dai genitori – spiega Michele Mendi, delegato della Lipu di Parma –. Questo ci fa ben sperare nella buona riuscita dell’operazione, il cui obiettivo è il pieno reinserimento in natura di questo giovane. Siamo fiduciosi ma potremo decretare il successo dell’operazione solo quando vedremo il giovane in volo insieme ai genitori». A seguirlo volontari e staff della Lipu, con l’aiuto sul posto di Ermes Valenti, il residente di Casarola che lo ha ritrovato. Per ringraziarlo, la Lipu ha deciso di dare il suo stesso nome al giovane rapace.