Strage di mufloni all’Elba, in 500 dovranno essere abbattuti

Strage di mufloni all’Elba, in 500 dovranno essere abbattuti

3 septiembre, 2018 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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Cinquecento mufloni presenti sull’Isola d’Elba saranno presto abbattuti. Le uccisioni – parte del piano di contenimento della specie – sono state programmate dal Parco Nazionale dell’Arcipelago toscano; la popolazione di questi ungulati, infatti, negli anni sarebbe cresciuta al punto tale da mettere a repentaglio l’equilibrio ecologico dell’isola.

Introdotti per la caccia

I primi mufloni furono introdotti sull’isola toscana negli anni ’60 con lo scopo di fornire nuove prede ai cacciatori. Con il passare degli anni la popolazione si è poi moltiplicata al punto da rendere necessario il piano di contenimento, come spigato dal presidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago toscano, Giampiero Sammuri che, nel corso di un intervento durante una manifestazione promossa dalla Lega Anti Vivisezione, ha rimarcato come si tratti di una specie invasiva e che, come tale, anche l’Unione Europea ne prevede l’eradicazione. «Peccato però che questa specie non sia affatto inserita nella lista delle specie aliene invasive e quindi decade ogni ipotesi di applicazione delle norme europee», ha risposto la Lav, che ha anche lanciato la campagna #IOVIVOQUI per salvare i mufloni dell’isola.

Scegliere metodi meno cruenti

«Abbiamo chiesto al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa di intervenire nei confronti dell’Ente Parco per fermare il piano di eradicazione e identificare, in alternativa, metodi incruenti per regolare il numero dei mufloni sull’Isola, nel rispetto degli animali e dell’equilibrio ambientale – ha spiegato l’associazione, che si è detta contraria anche al metodo con il quale gli animali saranno abbattuti –. La popolazione di ungulati sarà eradicata a colpi di fucili di precisione, ad opera di Polizia Provinciale e degli stessi cacciatori. A questi ultimi, inoltre, saranno regalati gli animali uccisi, a titolo di rimborso spese. Si tratta di uno sterminio di massa, con battute di caccia durante tutto l’anno, giustificato con i soliti presunti danni al rinnovamento della vegetazione dell’isola».


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