La fabbrica cinese che produce 40mila pulcini al giorno

La fabbrica cinese che produce 40mila pulcini al giorno

30 agosto, 2018 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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Un a vera e propria catena di montaggio, dove ogni giorno vengono fatte schiudere 40mila uova. Il più grande incubatoio di galline ovaiole al mondo si trova in Cina e le immagini di quello che accade all’interno di questa “fabbrica degli animali” sono state diffuse dall’agenzia Reuters che ha girato un’inchiesta sotto copertura.

3.500 pulcini ogni ora

All’interno della fabbrica di proprietà del magnate Huayu Wang Lianzeng vengono “processati” 3.500 pulcini ogni ora; il gergo che si usa nello stabilimento cinese è preso in prestito da quello delle grande catene di montaggio dell’industria pesante e, in effetti, sembra di avere a che fare più con pezzi che con esseri viventi. Durante questa fase le galline femmine subiscono il processo di debeccaggio prima di essere rivendute agli allevamenti per la produzione di uova; i pulcini maschi, invece, sono destinati a diventare cibo per serpenti i quali, a loro volta, verranno usati come ingrediente nella medicina tradizionale locale. «I trattamenti e le sofferenze di questi animali sono del tutto simili a quelli riscontrati nella nostra indagine all’interno di un incubatoio italiano, solo che applicate su scala ancora più vasta», ha commentato l’associazione Essere Animali.

Il peso delle uova

La domanda di uova in Cina cresce a ritmo vertiginoso e per soddisfare le richieste del mercato interno l’unica soluzione sembra appunto quella delle maxi fabbriche di pulcini; Huayu Wang Lianzeng ha annunciato che presto verrà aperto anche un secondo incubatoio in grado di produrre ogni anno 180 milioni di pulcini. «Gli imprenditori pensano al profitto cercando di rispondere alle esigenze di mercato – ha concluso l’associazione animalista -. Non si potrebbe infatti sostenere l’intera domanda di uova se non ci fossero impianti intensivi come quello cinese. È proprio a noi consumatori che spetta quindi il compito di cambiare la nostra alimentazione per evitare la sofferenza inutile di milioni di animali».

Marta Frigerio


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