L’incubo del declassamento delle agenzie di rating mette in allarme l’Italia

15 agosto, 2018 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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ROMA – La stessa tensione che sta circolando in questi giorni in Turchia per il crollo della lira della mezza luna, sembra serpeggiare anche nelle stanze di governo italiane per i report della agenzie di rating pronte a bollare l’economia italiana, nella trimestrale di settembre, con un downgrade che abbasserà l’indice di affidabilità del nostro paese. Nelle stanze di governo il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, Luigi Di Maio, Matteo Salvini, il ministro dell’Economia Giovanni Tria, il sottosegretario Giancarlo Giorgetti ne stanno parlando anche se con approcci diversi. Nelle settimane scorse Salvini aveva anche accarezzato la suggestione di cavalcare e prevenire un possibile attacco speculativo, con la recondita idea di gridare al complotto e di sfidare Europa e mercati. Ma in questo caso non servono le dichiarazioni di sfida perché i mercati apparentemente non sono persone fisiche contro cui scagliare i dardi ma masse magmatiche da maneggiare con cautela. Il ministro Paolo Savona incontrerà il presidente della BCE, Mario Draghi. Senza l’intervento di quest’ultimo, il pericolo del declassamento è più vicino ed inevitabile.  L’Italia e lo aveva già detto lo stesso Draghi, è il Paese nell’area dell’euro a 18 (esclusa la Grecia) con i più elevati squilibri eccessivi macroeconomici ed è sotto osservazione speciale. Non è sicuramente un responsabilità diretta ed esclusiva di questo governo. È un’incapacità endemica di governare il cambiamento visto che già dall’ultimo trimestre 2013 (Bollettino Bce del marzo 2014) l’Italia era stata retrocessa nel club dei Paesi con “eccessivi squilibri macroeconomici” insieme a Croazia e Slovenia che, nel frattempo, però sono tornati ad allinearsi con la media europea

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