Il ricordo di Enzo Ferrari a 30 anni dalla scomparsa del mito che diede vita al Cavallino Rampante

Il ricordo di Enzo Ferrari a 30 anni dalla scomparsa del mito che diede vita al Cavallino Rampante

15 agosto, 2018 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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(PRIMAPRESS) – MODENA – Per la città emiliana il 14 maggio non è solo la vigilia di Ferragosto ma il ricordo indelebile della scomparsa di un mito: Enzo Ferrari. A 30 anni della sua morte la terra che ha visto sorgere la parabola del Drake o semplicemente dell’Ingegnere come veniva chiamato Ferrari, lo ricorda attraverso le testimonianze dei piloti del team del Cavallino Rampante che non l’hanno conosciuto per età anagrafica ma che di lui sanno tutto. Un ricordo che arriva anche dalla Facoltà di Ingegneria di Modena e Reggio Emilia intitolata a lui. L’esordio di Ferrari nel mondo dei costruttori matura nel 1940 quando Enzo fa progettare e costruire all’ingegner Alberto Massimino due vetture che vengono denominate, dal nome della società appena fondata, Auto Avio Costruzioni 815. La produzione dei due bolidi con motore da 8 cilindri verrà interrotta prematuramente dall’entrata dell’Italia in Guerra e dalla riconversione della Avio in fabbrica per macchine utensili. Il successo, però, è rinviato solo di qualche anno (e pochi chilometri). Nel 1943 il Drake compra un terreno a Maranello (non distante da Modena), qui fa costruire un nuovo capannone industriale che diventerà il quartier generale della leggenda. Nel 1945 nasce Piero, il secondo figlio di Ferrari, avuto da una relazione extraconiugale con Lina Lardi. Due anni dopo, nel 1947, grazie ai progetti dell’ingegner Gioacchino Colombo (ex Alfa) arriva la Ferrari 125, la prima auto interamente prodotta dalla casa di Maranello. Il nuovo bolide esordisce in gara nel maggio di quell’anno con due esemplari guidati sul circuito di Piacenza da Nino Farina e Franco Cortese. Passano due settimane quando, il 25 maggio, Cortese vince alle Terme di Caracalla il GP di Roma dando inizio al mito della Ferrari. I successivi due anni sono caratterizzati dalla crescita del marchio Ferrari che, il 5 settembre 1948, partecipa al suo primo Gran Premio d’Italia ottenendo un terzo posto col francese Raymond Sommer. Il 24 ottobre arriva la prima vittoria sul Circuito del Garda con Nino Farina: giornata storica che segna l’inizio della grande rivalità fra il cavallino rampante e il team dell’Alfa Romeo. Nel 1949 Ferrari vince 30 gare su 49 partecipazioni, trionfando perfino oltreoceano alla Carrera Panamericana.

Il ricordo di Enzo Ferrari a 30 anni dalla scomparsa del mito che diede vita al Cavallino Rampante

Il 1950 nasce il campionato mondiale di Formula 1 che parte da Silverstone il 13 maggio, la Ferrari non partecipa al primo Gran Premio temendo di non essere ancora pronta per il grande passo. Vince l’Alfa Romeo che dominerà il campionato, anche se sin dalla seconda gara dovrà guardarsi le spalle dalle vetture del cavallino rampante. Il 1951 è ancora dominio Alfa, ma il Cavallino ottiene la prima vittoria iridata della sua storia con Froilàn “Cabezon” Gonzales che il 14 luglio, al volante della 375 F1, batte Juan Manuel Fangio al gran premio di Silverstone. Il commento del Drake alla vittoria è dolce e amaro allo stesso tempo: “Oggi ho ucciso mia madre”, dirà riferendosi all’Alfa che in quell’anno si ritira definitivamente dalle corse per concentrarsi sul mercato delle auto di serie. Senza la grande rivale in pista, la Ferrari vince con Alberto Ascari il suo primo campionato del mondo nel 1952. Nel corso della sua vita il Drake ne vincerà altri 8 piloti e 8 costruttori. Dopo di lui la scuderia arriverà a collezionare altri 7 piloti e 8 costruttori, diventando il team più titolato di sempre nella massima categoria automobilistica del mondo.


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