Il bagno del picchio verde

13 agosto, 2018 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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Ho già avuto modo di ricordare come gli uccelli sono attratti dall’acqua e non soltanto per bere. Il lavaggio del piumaggio è, infatti, una delle cure più assidue che i volatili attuano per mantenersi in forma. I picchi, per esempio, non perdono occasione di lavarsi ogni qualvolta si presenta l’occasione. Ho un piccolo laghetto che mantengo sempre con l’acqua per tutto il periodo dell’anno, proprio per permettere agli uccelli le loro abluzioni, ma anche per osservarli e fotografarli. Ho notato che il picchio verde scende all’acqua con più facilità, rispetto al “cugino” picchio rosso maggiore, probabilmente perché, cibandosi in prevalenza di formiche, è più abituato a scendere a terra. Entrambi però hanno un modo particolarissimo di lavarsi: cercano la parte della pozza, dove l’acqua è bassissima, anche se è mista alla fanghiglia, e si spruzzano le piume dopo aver allargato le ali per raccogliere poche gocce d’acqua. Inutile dire che sono scene molto divertenti. Il picchio verde, inoltre, è più propenso del “rosso” a rimanere a mollo e a volte s’intrattiene nell’acqua per molti minuti, dando l’impressione di godere davvero di quel refrigerio. Se è disturbato da altri uccelli (sono spesso le gazze ad allontanare gli altri volatili) lascia l’acqua senza indugio, ma se ha lasciato il suo bagno a metà, vi ritorna immediatamente appena la situazione si è tranquillizzata. Il picchio non ama molto le basse temperature e frequenta la pozza soprattutto in estate e nel primo autunno; non mi è mai successo di vederlo bagnarsi in inverno, come invece fanno regolarmente altri uccelli del bosco, come sparviere, ghiandaia, gazza e merlo. Ho fotografato con Nikon D500 e zoom 70-200 Nikon f/2,8, con escursione 130 mm. I dati di scatto sono 1/1250 sec a f/4. Avevo impostato la sensibilità ISO a 2000, perché si era rannuvolato, ma una volta uscito il sole, mi sono scordato di variarla, però devo dire che gli alti ISO in presenza di sole, non sono poi così penalizzanti.

Redacción: MAURIZIO BONORA Fuente: Rivista Natura


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