Il dopo Marchionne sarà elettrico?

10 agosto, 2018 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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C’e’ un “prima” e c’è un “dopo”. Un Marchionne che non più tardi dello scorso autunno criticava duramente, e con articolate argomentazioni, le scelte elettriche. C’è un “dopo”, che non è un dopo Marchionne, perché è stato lo stesso Ceo FCA, pochi mesi dopo, nel gennaio di quest’anno, a varare un piano quinquennale per FCA che svolta a 180 gradi e si converte all’elettrico.

La rivoluzione è stata non da poco: vediamo da dove si è partiti e quali sono le sfide che il nuovo management di FCA dovrà sostenere.

Lo shock delle dichiarazioni anti auto elettrica

Secondo il Marchionne dell’ottobre dello scorso anno, in occasione del conferimento della laurea honoris causa in Ingegneria a Trento:

“Dobbiamo essere realisti. Le auto elettriche possono sembrare una meraviglia tecnologica, soprattutto per abbattere i livelli di emissioni nei centri urbani, ma si tratta di un’arma a doppio taglio”.

“Forzare l’introduzione dell’elettrico su scala globale, senza prima risolvere il problema di come produrre l’energia da fonti pulite e rinnovabili, rappresenta una minaccia all’esistenza stessa del nostro Pianeta”.

Il carbone, che è il peggiore in termini di inquinamento, pesa oggi per circa il 40% della produzione di elettricità.

“Si pensava che l’idrogeno ci avrebbe dato auto pulitissime, ma ottenute a scapito di enormi quantità di energia e di emissioni inquinanti a causa del processo di produzione”.

“È certamente più utile concentrarsi sui miglioramenti dei motori tradizionali e lavorare alla diffusione di carburanti alternativi, soprattutto il metano, che per la sua origine e le sue qualità è oggi il più virtuoso e più pulito in termini di emissioni”.

“Spero che non compriate la 500 elettrica, perché ogni volta che ne vendo una perdo 14 mila dollari. Sono abbastanza onesto da ammetterlo”.

Le tesi allora espresse da Marchionne non sono del tutto isolate. Un recente studio norvegese rivela, infatti, che le auto elettriche inquinerebbero il doppio di quelle tradizionali, se si considerando le attuali forme di produzione di elettricità, compreso il carbone. Ma questo è vero soprattutto in Cina (dove per produrre elettricità si fa largo uso di carbone). È meno vero in Italia, dove almeno 110 milioni di terawattora sono prodotti da fonti rinnovabili. Le osservazioni critiche di Marchionne rimangono attuali se si affronta il tema delle batterie: il massiccio consumo di litio necessario alla loro produzione, i processi di smaltimento, ecc., costituiscono ancora problematiche non risolte.

Poi c’è la questione di costi/ricavi. Sempre secondo Marchionne:

“Spero che non compriate la 500 elettrica, perché ogni volta che ne vendo una perdo 14 mila dollari. Sono abbastanza onesto da ammetterlo”.

Anche General Motors mette in bilancio 9 mila euro di perdita per ogni Bolt EV che vende. Ma GM, come tutti gli operatori sul mercato americano, deve fare i conti con la spinta che arriva dalle leggi locali: il governo della California, per esempio, ha stabilito di tagliare le emissioni di CO2 dell’80% entro il 2050 e obbliga i costruttori che vendono auto nello Stato di avere in listino veicoli elettrici. E, per il prossimo futuro, ha già annunciato di voler mettere al bando i veicoli a propulsione tradizionale, per lasciare posto solo a ibridi ed elettrici. Il mondo dell’auto, sotto queste spinte, dovrà cambiare la sua produzione nel giro di poche stagioni. L’altro colosso che spinge verso l’auto elettrica è la Cina, dove i veicoli a emissioni zero devono essere almeno l’8% delle nuove vetture immatricolate. La rivoluzione è in marcia!

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La conversione all’ibrido

La scomparsa di Marchionne e la nomina a CEO di FCA di Mike Manley non segnerà un cambio di rotta per l’azienda automobilistica, perché le scelte del piano industriale fino al 2022, che prevede l’addio al diesel entro il 2021 e la partenza dell’elettrificazione, sia con veicoli elettrici puri sia con gli ibridi, erano già segnate e sono state presentate da Marchionne proprio lo scorso giugno, quando ha introdotto così la svolta a 180 gradi nella strategia del Gruppo:

“Una volta Hemingway ha scritto: non c’è nulla di nobile nell’essere superiore a un’altra persona; la vera nobiltà consiste nell’essere superiori a ciò che eravamo ieri”.

Nel 2020 sarà pronta la 500 elettrica, sia mild hybrid sia full electric.

“Investiremo 9 miliardi di dollari per l’elettrificazione dei nuovi prodotti. Dobbiamo ridurre la nostra dipendenza dal petrolio, è una delle nostre priorità. Tutto il sistema deve lavorare insieme con il giusto realismo. La Fiat 500 diventerà una City Car elettrica, perché è il veicolo ideale per una soluzione pienamente elettrica”. FCA sta sperimentando tutte le diverse forme di auto elettrica: dagli ibridi leggeri, agli ibridi tradizionali, ai plug-in, ai sistemi totalmente elettrici. Dal punto di vista strategico, FCA è convinta che questo tipo di motorizzazioni possa a breve avere un seguito soltanto nel segmento premium.

Il progetto è di riconvertire i marchi premium del gruppo alle motorizzazioni elettriche.

Entro la fine del quinquennio, anche Jeep avrà una versione ibrida plug-in per ogni modello. Per il 2020 sono previste le versioni full hybrid della Cherokee e ibrido plug-in di Wrangler e Renegade.

 

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I marchi più prestigiosi

Maserati diventa Maserati Blue, lanciando la sfida alle supercar elettriche come Tesla, con l’Alfieri full electric; mentre l’ibrido plug-in sarà disponibile anche sulla Quattroporte e sul Suv Levante. A gennaio Marchionne ha annunciato il progetto del primo Suv elettrico della Ferrari, il più veloce del mercato:

“Se qualcuno fa la supercar elettrica, la fa Ferrari. Saremo i primi a realizzarla: direi che è un atto dovuto. E non importa se poi la vendiamo o meno”. La Ferrari ha brevettato un propulsore sovralimentato, che si serve di turbocompressore elettrico.


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