L’Inter Campione d’Italia riceve l’Ambrogino d’Oro a Palazzo Marino

«Sono un filino imbarazzato perché devo essere istituzionale ma affiora il mio interismo». Il sindaco Giuseppe Sala apre così la mattinata di celebrazioni a Palazzo Marino, dove è andato in scena il conferimento dell’Ambrogino d’Oro, forse la massima riconoscenza in menghinità, alla squadra e ai dirigenti dell’Fc Internazionale Milano, conosciuta più comunemente come ‘Inter’ e reduce dalla conquista del suo ventesimo scudetto, traguardo accompagnato con il riconoscimento della seconda ‘stella’, che si assegna a chi riesce a vincere 10 scudetti. L’Inter così ne ha 2, preceduta in Italia soltanto dalla Juventus (che ne ha tre). «Il vostro comportamento in campo e fuori è stato sempre in linea con i valori della città di Milano. Vi chiamate FC Internazionale, che è quello che Milano vuole essere: una città aperta, moderna, internazionale», afferma il sindaco. Sala ricorda come a Milano il 21% dei residenti «non è italiana di origine, e ormai di milanesi da due o tre generazioni ce ne sono pochissimi, dunque per noi è fondamentale accogliere», osserva, ringraziando il mister Simone Inzaghi, sul palco con lui con gli Ad Giuseppe Marotta, Alessandro Antonello e il capitano Lautaro Martinez. «Per noi è importantissimo essere qui- sottolinea mister Inzaghi- perché sappiamo quanto sia prestigioso questo premio». L’Ambrogino infatti si assegna ai milanesi, che siano essi «organizzazione, associazione o ente» che «con opere concrete nel campo delle scienze, delle arti, dell’industria, del lavoro, della cultura, della scuola, dello sport o con iniziative di carattere sociale, assistenziale, filantropico o con atti di coraggio siano stati di aiuto ai propri concittadini o abbiano esaltato il prestigio della città». Questo è il caso del club nerazzurro, autore di una cavalcata trionfale con un titolo mai messo in discussione. «Siamo anche noi che dobbiamo ringraziare la città e i nostri splendidi tifosi, perché sappiamo che senza tutto il loro supporto questo percorso non sarebbe stato intrapreso con così tanta fiducia», aggiunge Inzaghi. Un Inzaghi verso cui lo stesso Sala vede un parallelismo. «Un po’ mi ci identifico in Inzaghi, perché sono sindaco da 8 anni e fare questo mestiere significa che quando siamo in un periodo storico in cui una cosa non va bene vuoi cambiare il sindaco come l’allenatore, poi si resiste e se sei motivato e sai cosa fare- osserva- i risultati vengono». La mattinata passa anche dalle parole dell’amministratore delegato Giuseppe Marotta: «Porto un saluto da parte del presidente Steven Zhang che non ha potuto partecipare ma non ha mai fatto mancare il suo affetto nei nostri confronti e la sicurezza» afferma, sottolineando come Zhang abbia «fortemente applicato il concetto della delega», dunque «soffrirà per non essere qui con noi oggi ma siamo riconoscenti a lui e alla sua famiglia che hanno profuso capitali e ci hanno dato fiducia». L’Ad ha poi menzionato anche i presidenti che «ci hanno preceduto» (non è passato inosservato il mancato invito a Massimo Moratti, ndr) ringraziandoli «per i risultati ottenuti», d’altronde «nel mondo dello sport e dell’impresa non c’è squadra che va in campo e che vince che non abbia alle spalle una società forte che contribuisce a supportare la squadra». Anche per questo, il compito della dirigenza come rileva Marotta è quello di «trasmettere valori importanti della vita e della attività di impresa, forte senso di appartenenza, cultura del lavoro e ambizione di voler vincere che, non è sinonimo di arroganza ma raggiungere degli obiettivi». Insomma, la crescita è continua, o almeno la voglia di farlo. «Abbiamo raggiunto traguardo importante e vogliamo alzare ancora di più l’asticella- aggiunge- perché noi siamo l’Inter a abbiamo l’obbligo di guardare anche al palmares che abbiamo». Oggi è il giorno in cui, come racconta Alessandro Antonello, viene riconosciuto con l’ambrogino «il contributo speciale» che l’Inter ha saputo donare alla propria città, un simbolo che «testimonia il legame indissolubile con Milano che ci portiamo dentro in tutti gli stadi d’Italia, d’Europa e del mondo». Nel frattempo, i tifosi hanno gremito piazza della Scala, dove il pullmann nerazzurro rompe cromaticamente la scena. Dall’interno si iniziano a sentire cori. «Abbiamo fatto una cosa importanissima, sono molto orgoglioso di questo club, ora sta a noi portare l’Inter più in alto possibile», sono le parole del capitano Lautaro Martinez, argentino di Bahia Blanca e milanese di adozione. Gli applausi scrosciano, poi le pergamene, la foto di gruppo e la veloce passerella della squadra in piazza Scala, prima di salire sul pullmann che accende i motori e va via, portandosi via le emozioni di una non usuale mattinata a Milano.

Nicola Mente

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