Inondazioni in Brasile, 150 mila i senzatetto nel sud del Paese

I primi aiuti per lo Stato brasiliano di Rio Grande do Sul arriveranno dall’Argentina. Il governo di Buenos Aires ha annunciato che invierà nel Paese agenti della polizia federale, esperti di logistica, unità cinofile, un aereo, tre elicotteri, attrezzature sanitarie mobili con personale medico, subacquei tattici della Marina, unità ingegneristiche, due impianti di depurazione delle acque e compresse per purificare l’acqua. L’intervento del Paese confinante è fortemente necessario date le grandi difficoltà con cui si sta muovendo la macchina dei soccorsi interni su un territorio devastato dalle piogge torrenziali che da giorni si stanno abbattendo sullo Stato. Rio Grande do Sul, con capitale Porto Alegre, è completamente allagata a causa delle eccezionali precipitazioni dei giorni scorsi che hanno praticamente isolato tutti i maggiori centri abitati. Anche l’aeroporto di Porto Alegre è inondato e rimarrà chiuso, su decisione delle autorità almeno sino al 30 maggio prossimo. In tutto il territorio, inoltre, la viabilità è per ora compromessa. Doloroso il bilancio dell’imponente ondata di maltempo: si sfiorano i 100 morti, altrettanti i dispersi, mentre sono decine di migliaia le famiglie rimaste senza abitazione. Stefano Calcara, imprenditore italiano da 25 a Porto Alegre, sottolinea a Radio Vaticana-Vatican News l’imprevedibilità di quanto successo. Gravissimi i danni all’agricoltura e all’allevamento – denuncia Stefano Calcara –. Il tutto si sta ripercuotendo negativamente sugli esercizi commerciali in cui cominciano a mancare beni alimentari. Lo stesso vale per i distributori di benzina – sottolinea – in cui il carburante non arriva da giorni. L’emergenza primaria è ora, oltre alla conta delle vittime, è dare riparo a coloro che sono rimasti senza casa. E’ infatti imminente l’arrivo di un’altra perturbazione che potrebbe aggravare la situazione già difficilissima. La Chiesa locale, afferma nell’intervista al programma brasiliano di Radio Vaticano l’arcivescovo di Porto Alegre, monsignor Jaime Spengler, è mobilitata nell’accogliere chi è rimasto senza nulla e ha bisogno di cibo, acque, beni di prima necessità e soprattutto di un tetto. Le parrocchie hanno messo a disposizione locali da adibire a dormitori per gli alluvionati. Lo stesso hanno fatto scuole, associazioni sportive e altre organizzazioni. Ma la cosa più importante, sottolinea monsignor Spengler, è esprimere vicinanza e solidarietà nei confronti di chi ha perso i propri cari e i propri beni. La mobilitazione è comunque generale e si spera in un miglioramento delle condizioni meteorologiche per avviare in modo proficuo un’opera di soccorso capillare su tutto il territorio dello Stato Rio Grande do Sul.

Silvoney Protz

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