Gdf sequestra 48 milioni di euro in banconote false, è record in Italia

Quarantotto milioni di euro in banconote false, perfettamente riprodotte, pronte a essere immesse sul mercato. Mai così tante banconote da 50 euro, mai per un importo così grande: si tratta infatti, a quanto apprende la direzione, del più importante sequestro di banconote false di quel taglio mai realizzato in Italia. Un blitz all’alba in provincia di Napoli, nell’area est della città metropolitana, ad opera del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, il reparto delle Fiamme Gialle che opera a tutela dei mercati finanziari, insieme al Nucleo Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli. Indagini durate 10 mesi, gli investigatori hanno seguito i falsari in tutte le fasi organizzative dell’attività. Questa mattina è scattata l’operazione: colte in flagranza due persone, altre 5 sottoposte a fermo. L’opificio clandestino è stato sequestrato. Le indagini, spiega una nota della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord e a firma del procuratore Maria Antonietta Troncone, hanno consentito di disvelare l’operatività di un sodalizio criminale, operante nel territorio di Casavatore (Na), dove aveva la propria sede logistica. In particolare, gli associati, a seguito di ripetuti incontri organizzativi avvenuti nell’agro aversano, avevano allestito una vera e propria tipografia occulta all’interno di un capannone industriale preso in affitto da una società di bonifica ambientale estranea alle indagini. Il sodalizio, è stato accertato, utilizzava una stamperia clandestina allestita nel quartiere napoletano di Ponticelli al cui interno sono state sequestrate banconote contraffatte da 50,00 euro della serie «Europa». Gli indagati, dettagliano dalla Procura, avevano attrezzato il laboratorio clandestino con macchine da stampa industriali particolarmente sofisticate e altamente performanti, «previamente trasferite dalla loro base logistica sita in Casavatore, provvedendo al cambio del contatore elettrico per velocizzare la produzione delle banconote contraffatte, entrata a pieno regime nel mese di aprile». Da allora, due abili falsari hanno vissuto in isolamento all’interno dell’immobile senza mai interrompere la produzione, potendo contare sul supporto di un complice che provvedeva alle loro quotidiane necessità di sostentamento. Quest’ultimo, poi, comunicava con il dominus dell’associazione, un tipografo 70enne con numerosi precedenti penali, che impartiva «ai sodali puntuali direttive sui processi di stampa dopo aver visionato lo stato di avanzamento delle banconote contraffatte e interloquiva, altresì, con tre autotrasportatori di Giugliano in Campania per fornire ogni necessario supporto logistico».

Piero  Oliva

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