Cento candeline per Franca Valeri “Cecioni”

Cento candeline per Franca Valeri “Cecioni”

2 agosto, 2020 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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Per Franca Valeri scocca il suo centesimo compleanno. Nata a Milano il 31 luglio 1920, Franca Maria Norsa, che diventerà la signora della commedia leggera e del teatro, eredita il talento per la battuta dal padre, ebreo che sposa non senza una certa resistenza una cattolica, Cecilia Valagotti. Studentessa del liceo Parini brava sì e no, dipendeva dalle materie, si appassiona subito al teatro di prosa e a quello operistico musicale. Studia pianoforte con profitto e dopo essersi salvata dalle deportazioni grazie a un funzionario dell’anagrafe che le rilascia una carta d’identità falsa, Franca passa a osservare quello che ha intorno. Nell’ambiente intellettuale in cui è amica di Camilla Cederna, Lodovico Belgiojoso, Gian Luigi Banfi. Ma anche tra le amicizie, le professioni, le mode, i vizi e l’ipocrisia costante di credersi qualcos’altro mentendo sulla propria natura. Nello specifico Milano;  in generale regionalismi e campanilismi. Poi, con determinazione di ferro va a Roma per l’esame di accesso all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’amico, fallendo. Ma prendendola da parte Giorgio Strehler le assicurerà che il suo futuro sarà nel teatro. Senza perdersi d’animo, contraddetta dal padre  ingegnere che prevede solo lacrime da queste velleità attoriali, e che le suggerisce di cambiare nome (Valeri è una storpiatura di Paul Valéry), entra nella compagnia del Teatro dei Gobbi, si fidanza con Vittorio Caprioli (futuro marito), debutta nella rivista e alla radio. Dove lancia i personaggi della signorina Snob, della Signora Cecioni e di Cesira la manicure. Non abbozzi ma veri caratteri.
Mirella Casaburi


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