Dieselgate, i rimborsi ai clienti truffati

Dieselgate, i rimborsi ai clienti truffati

25 mayo, 2020 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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Questa mattina è arrivata la sentenza della Corte federale di Cassazione tedesca sullo scandalo Dieselgate che ha coinvolto il colosso dell’automobile Volkswagen nel 2015. L’azienda, che ha sede a Wolfsburg (in Germania) dovrà risarcire i clienti truffati con lo scandalo Dieselgate. Si tratta dei rapporti, falsi, sulle emissioni di gas nocivi per alcuni modelli prodotti a partire dal 2009. Secondo le stime, a poter chiedere il rimborso saranno circa 60mila cittadini tedeschi. Questa mattina è arrivata la sentenza della Corte federale di Cassazione tedesca sullo scandalo Dieselgate che ha coinvolto il colosso dell’automobile Volkswagen nel 2015. L’azienda, che ha sede a Wolfsburg (in Germania) dovrà risarcire i clienti truffati con lo scandalo Dieselgate. Si tratta dei rapporti, falsi, sulle emissioni di gas nocivi per alcuni modelli prodotti a partire dal 2009. Secondo le stime, a poter chiedere il rimborso saranno circa 60mila cittadini tedeschi. Dalla somma totale spesa per l’acquisizione di un veicolo Volkswagen, infatti, sarà detratta – attraverso dettagli di calcolo che non sono ancora stati resi noti – una quantità in base ai chilometri percorsi da quell’automobile. Insomma, la sentenza della Corte Federale di Cassazione tedesca, che certifica quanto già deciso da quella di Appello per il caso di una denuncia di un pensionato tedesco, apre un precedente che non penalizza in pieno il colosso dell’auto implicato nel Dieselgate.
Non è tutto oro quello che luccica
La sentenza, dunque, sembra essere favorevole per gli acquirenti, ma lo è solo in parte. Quel rimborso scalato in base ai chilometri sembra essere una boccata d’ossigeno per Volkswagen che da una parte non può esser felice di dover procedere alla restituzione nei confronti di tutti i cittadini che hanno fatto causa all’azienda (circa 60mila tedeschi), ma dall’altra può respirare perché il conteggio chilometrico prevede l’erogazione di cifre più limitate rispetto a quanto incassato negli scorsi anni con quelle vetture.
Enzo Boldi


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