Margrethe Vestager è la vicepresidente della Commissione Europea

Margrethe Vestager è la vicepresidente della Commissione Europea

7 noviembre, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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  • Ha commentato le difficoltà della commissione a partire, prevedendo lo start a inizio dicembre
  • “Dovremo cercare il dialogo anche con le altre forze politiche”

La bandiera bianca sventola nei palazzi di Bruxelles e Strasburgo e viene esposta in  favor di sovranisti. È questa l’impressione data da Margrethe Vestager, intervistata dai quotidiani del gruppo europeo LENA (tra cui anche Repubblica), commissaria Antitrust e vicepresidente della Commissione Europea guidata da Ursula Von der Leyen. Una commissione che sarebbe dovuta partire il 1° novembre e che invece ha serie difficoltà a mettersi in marcia.
Sovranisti, l’Unione Europea deve scendere a patti con loro
Ci sono delle diversità di vedute, soprattutto, ma anche problemi politici da affrontare quotidianamente, con un Europarlamento che – nonostante la frenata in termini percentuali e relativi alle elezioni del 26 maggio 2019 – rappresenta comunque una assemblea fortemente caratterizzata dai partiti sovranisti. Lega in testa. Al momento, il parlamento tiene in ostaggio la Commissione, impedendole di partire: tre commissari, infatti, sono stati bocciati in aula. Ricordiamo, infatti, che è il Parlamento che deve ratificare la nomina dei commissari europei. Una situazione difficile da gestire: attualmente la maggioranza a Bruxelles e Strasburgo è piuttosto liquida, con i socialisti e i popolari che hanno avuto bisogno anche della stampella liberale.
Le parole della Vestager sui gruppi sovranisti in Parlamento
Tuttavia, i dissidi interni porteranno i politici di Bruxelles a trovare di volta in volta alleanze. E Margrethe Vestager, politica danese abituata alla concertazione tra le parti, non ha dubbi nemmeno quando si parla di sovranisti, che siano polacchi, francesi, tedeschi o italiani: «Questo è il Parlamento che abbiamo, lo hanno scelto gli elettori – ha affermato -. Non abbiamo scelta: a seconda dei dossier inviteremo i gruppi a collaborare e chiederemo loro i voti». Insomma, se non è una resa poco ci manca. I sovranisti non hanno avuto i numeri per rovesciare l’Unione Europea come avrebbero voluto alla vigilia del voto per Bruxelles. Ma hanno abbastanza potere per condizionarne le scelte: se la commissione non vorrà bloccarsi e impantanarsi nelle ideologie, dovrà scendere a patti anche con loro. Un rischio incredibile, perché l’Unione Europea sembra essere nella fase in cui è costretta ad allearsi con i suoi principali nemici. Quasi un paradosso.
Gianmichele Laino


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