Farage non si candida per le politiche del 12 dicembre

Farage non si candida per le politiche del 12 dicembre

7 noviembre, 2019 Off By Gazzettino Italiano Patagónico
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L’uomo più furbo, cantava Max Gazzè. Forse il cantautore aveva previsto il futuro e faceva riferimento a Nigel Farage, uno dei padri della Brexit che ha portato avanti la campagna elettorale per il referendum prima di fare un passo indietro sull’orlo del precipizio. Ma la sua furbizia è proseguita nel corso degli anni, tornando a far sentire la propria voce nei momenti più scomodi, solo per passare all’incasso del consenso popolare (come accaduto lo scorso 26 maggio alle Europee), ma senza mai dare un aiuto, un appoggio a tutte le difficoltà incontrate dai vari premier che si sono susseguiti nel corso degli ultimi tre anni abbondanti. Mordi e fuggi. E i segni li stanno affrontando tutti i cittadini britannici che si innamorarono dell’idea di indipendenza dall’Unione Europea per poi svegliarsi la mattina accorgendosi che il tutto non era così semplice come invece raccontato da Nigel Farage nel corso delle sue campagne elettorali pro-Brexit. Ora, come non mai, il Regno Unito avrebbe bisogno di una figura di riferimento, a prescindere dall’ideologia, dopo i fallimenti di Theresa May e Boris Johnson. Ma Farage, da maggio Europarlamentare a Bruxelles grazie al suo Brexit Party, ha detto alla BBC di aver deciso di non candidarsi alle elezioni politiche – indette la scorsa settimana dal Parlamento Britannico – che si terranno il 12 dicembre. Niente Westminster per colui il quale era riuscito fortemente a convincere molti a suon di populismo (ma senza dare risposte e rassicurazioni).
Dal referendum alla ‘fuga’
Nella stessa intervista, infatti, ha detto che la sua intenzione non è quella di rimanere a vita nella politica. Una via d’uscita abbastanza semplice per un uomo, un politico, che ha prima fomentato le folle promettendo oro e poi, quando tutti si sono convinti a cercare sul fondo dei torrenti, fuggire per evitare di guardare negli occhi la delusione per l’assenza di pietre preziose.
Enzo Boldi


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